La storia prende rapidamente una piega inquietante quando sopraggiunge la polizia. Sulle braccia della vittima si scorgono i segni di una colluttazione che fanno pensare a un disperato tentativo di difesa. La versione delle ragazze non coincide con quanto riscontrato sul campo. Poco dopo viene rinvenuta una pietra avvolta in una calza da donna, impregnata di sangue: è l’arma del delitto. L’ipotesi degli inquirenti è agghiacciante. Pauline viene arrestata dopo poche ore; il giorno seguente toccherà a Juliet. Gli abitanti di Christchurch sono attoniti: perché due ragazze di buona famiglia hanno ucciso Honorah Rieper?
Christchurch è il teatro di questo efferato omicidio. La cittadina, apparentemente tranquilla, ospita una comunità ordinata e rispettabile, protetta dal disordine morale. In questo contesto, l’amicizia intensa nata tra le due turba la madre di Pauline. Le ragazze condividono segreti, la scrittura, l’amore per i romanzi e, infine, un immaginario comune che ha un suo nome: “The Fourth World” (il Quarto Mondo).
Questa intensità preoccupa profondamente Honorah, che vede la figlia allontanarsi dalla famiglia e diventare sempre più dipendente da Juliet. La sua preoccupazione la erge, agli occhi delle giovani, a incarnazione di tutti gli ostacoli del mondo esterno, diventando infine la sua condanna a morte.
I temi della vicenda sono molteplici: l’ossessione, la fuga nel fantastico, l’isolamento e il fallimento dei legami familiari. Tutto si muove dentro un mondo in cui l’immaginazione non è più solo gioco, ma una forza che deforma la realtà stessa. Il bisogno di espressione delle due giovani è troppo potente per rimanere celato tra le pagine di un diario, sboccerà al costo di un gesto estremo.
Dopo il processo, le due amiche vengono separate e, una volta scontata la pena, assumeranno nuove identità. Juliet Hulme diverrà Anne Perry, costruendo una carriera di successo come scrittrice di gialli. Pauline Parker, nota poi come Hilary Nathan, vivrà in modo molto più riservato.
Il loro destino si chiude con un contrasto fortissimo: da un lato la notorietà pubblica di Anne Perry, dall’altro la scomparsa nel silenzio di Hilary Nathan. Le due amiche, dal giorno del processo, non si sono mai più incontrate.
Questo fatto di cronaca è diventato leggenda proprio perché reale. L’età delle protagoniste e la forza del loro legame ne fanno una storia perturbante. Pauline e Juliet sono diventate il simbolo di un’amicizia degenerata, di una fantasia che ha superato il confine della realtà in una comunità rigida e ordinata.
Da questa storia l’acclamato regista Peter Jackson ha tratto il film Creature del cielo (1994), con Kate Winslet nei panni di Juliet e Melanie Lynskey in quelli di Pauline.
Ci sono ancora due dettagli che possono far correre un brivido lungo la schiena: alla voce Anne Perry, su Wikipedia, si legge che è stata una scrittrice e un’assassina britannica, mentre potreste imbattervi ancora oggi in Pauline Parker durante una passeggiata lungo le fredde coste delle isole Orcadi.
- Voto: 8

