Quando il corpo senza vita un importante uomo politico viene ritrovato senza vita e con evidenti segni di violenza, il caso viene affidato all'agente Frank Isidore, un detective che veste la maschera di Totò (il grande Antonio De Curtis), personalità però che al contrario della sua maschera passa gran parte della sua vita a filosofeggiare laconicamente sul senso della sua vita e del mondo in cui vive. Ad affiancarlo in questa indagine c'è l'agente Valentina Rorsci, giovane agente figlia del più grande detective del suo tempo che indossa grottescamente la maschera di Aldo Fabrizi.
Accompagnando questi due personaggi ci inoltreremo in una Roma che ricorda molto la Los Angeles del capolavoro di Ridley Scott Blade Runner: tra omicidi sempre più efferati, politici dalle sembianze di t-rex e medici legali dalle fattezze di medici della peste, questo primo volume della trilogia di Riccardo Iannaccone e Alessandro De Donato riesce perfettamente a farci conoscere questa realtà futura e a presentarci in modo chiaro ed efficace i personaggi che la abitano.
La scrittura di Iannaccone riesce a svelarci ogni più lieve ansito spirituale dei personaggi senza mai esagerare, dosando con perizia scene intime e riflessive a sequenze dinamiche. Il tratto di De Donato è assolutamente uno dei punti forti del volume: un tratteggio accuratissimo, utilizzato per creare un mondo vivido e pulsante in cui le innumerevoli citazioni a film, fumetti e altri media della cultura pop si amalgamano in modo vivido e coerente.
La narrazione, costituita da capitoli brevi e presentata ogni volta da una copertina specifica, ricorda la costruzione di un omnibus attraverso gli spillati (tradizione molto consolidata in America), che aiuta a rendere la lettura veloce e sempre interessante, presentando continui cliffhanger (in italiano: finale sospeso) che ricorda lo stile narrativo delle serie tv thriller e si adatta perfettamente a questo tipo di storia.
In sintesi: questo volume (il primo di una trilogia), getta ottime base per i successivi, ponendo molte più domande che informazioni al lettore: chi è il killer delle maschere? Perché uccide? Perché cambia le maschere alle sue vittime? E perché lascia degli strani bigliettini vicino ai corpi delle sue vittime?
Unica pecca riscontrabile nel fumetto è quello di essere, per forza di cose, molto preparatorio e mette in scena più approfondimento sui personaggi che trama (comunque non mancano né colpi di scena né un'evoluzione interessante della vicenda), ma per questo penso che si potrà contare sui successivi volumi della serie.
Consiglio la lettura del volume a chi è fan del classico del fumetto noir Sin City di Frank Miller, ai cinefili accaniti (avrete modo di sfoggiare tutta la vostra cultura riconoscendo tutte le piccole e grandi citazioni cinematografiche presenti nel volume) e a chi crede che i social network, mettendoci in comunicazione ogni giorno e ogni momento, ci stiano privando della libertà di essere ciò che volgiamo per farci assumere quella della maschera che i nostri amici e follower si aspettano da noi.
- VOTO: 7,5

