Il debutto, "8.15" (2019, Geheimnis Records), guardava già alla poesia come materia prima, attingendo all'immaginario di William Blake per costruire un darkwave visionario e un po' acerbo. Seguirono il singolo digitale "Utter" e lo split con The Man & His Failures, tappe minori ma utili a definire un'identità. Con "Lip Led Scream" (2022), primo capitolo per la tedesca Cold Transmission Music, il duo trovava una voce più netta, elettronica e cupa. "Trace" ne è la naturale prosecuzione, ma anche un deciso passo in avanti: undici brani scritti tra il 2023 e il 2025, registrati attraverso una console a 24 canali che restituisce un suono analogico caldo, quasi tattile.
Fin dal titolo, l'album dichiara la propria poesia. Una traccia non è un monumento: non si impone, non pretende di durare per sempre. È un'impronta nella polvere, un riflesso instabile su un vetro, il segno che qualcosa è passato e ha resistito. È in questa fragilità dichiarata che gli Incirrina costruiscono il loro racconto sulla libertà individuale, sull'identità e sulla resistenza a un ordine che si presenta come inevitabile e naturale mentre è soltanto imposto. La notte, qui, non è semplicemente un'ambientazione gotica: è rifugio, palcoscenico, camera rituale, via di fuga.
Sul piano sonoro, "Trace" amplia la tavolozza già ricca dei lavori precedenti. Accanto ai sintetizzatori analogici e alle drum machine che restano la spina dorsale del progetto, Katsanos innesta octapad, basso elettrico, campionamenti e persino strumenti acustici insoliti per il genere come la kantele finlandese e il waterphone: dettagli che non snaturano l'impianto elettronico ma gli danno una profondità quasi organica, come se il synth-wave lasciasse trapelare crepe di materia viva. Sopra questo tessuto si muove la voce dolce ma decisa di Tiniakou, distaccata eppure carica di tensione, capace di oscillare tra l'incantesimo e l'accusa, tra la preghiera e l'avvertimento.
Il disco alterna con intelligenza due anime: quella più marcatamente da club, ritmica e quasi marziale, dove le linee di basso galoppano e le drum machine colpiscono con insistenza, e quella più atmosferica e malinconica, dove il synth si dirada e lascia respirare la voce. È in questo equilibrio, più che in un singolo episodio, che si misura la riuscita dell'album: "Trace" non insegue l'effetto immediato, ma costruisce un percorso che premia l'ascolto continuato, dal primo all'ultimo brano.
Rispetto ai due predecessori, il salto è evidente non tanto nell'estetica generale, quanto nella sicurezza con cui viene gestita. Gli Incirrina non hanno bisogno di forzare la mano: la loro scrittura minimale trova la propria potenza proprio nella sottrazione, in quello che lasciano fuori campo. È un dark electronic che parla la lingua della scena europea contemporanea senza rinunciare a un'identità precisa e riconoscibile, quella di un duo che negli anni ha suonato in dodici paesi e ha condiviso il palco con nomi come i Front 242, senza mai smettere di considerarsi, prima di tutto, artigiani del proprio suono e creando nel tempo un loro marchio ben definito.
Tracklist:
- 1. Mutate
- 2. Find
- 3. Alexia
- 4. She Is In The Dream
- 5. Region
- 6. Always Here
- 7. Diver
- 8. Presence
- 9. Sometimes
- 10. Alien Room
- 11. ΚΡΥΦΟ (Hidden)
Voto: 8,5/10

