L'apertura con Kreatur der Nacht ("Creatura della Notte"), il singolo che aveva già sedotto la scena mesi fa, è dichiarazione d'intenti: gothic rock trascinante, testi tedeschi come lame affilate, una produzione densa e preziosa firmata ancora una volta da Chris Harms dei Lord of the Lost negli studi Chameleon di Amburgo. La coppia funziona, e si sente. Totentanz, con la voce ospite di Scarlet Dorn, è forse il momento più cinematografico dell'intero disco: un duetto che sa di danza macabra vera, non solo nel titolo. Melancholia si insinua invece in modo subdolo, una di quelle tracce che si ritrovano in testa a giorni di distanza senza sapere quando ci sono entrate. La seconda metà dell'album perde leggermente l'inerzia della prima, alcune soluzioni melodiche sembrano già esplorate, e l'Interlude spezza il ritmo senza aggiungere abbastanza. Ma il finale con Staub ("Polvere") riporta tutto al suo posto, con una malinconia che chiude il cerchio perfettamente. C'è poi uno strato di significato che va oltre la musica. Questo è l'ultimo album inciso con il co-fondatore Nikolas Eckstein, che ha annunciato il suo addio alla band dopo otto anni. Sapere che queste canzoni sono in parte un commiato aggiunge un peso sottile a ogni ascolto e forse non è un caso che il disco si concluda proprio con la traccia Staub ("Polvere"). Phantomschmerz non rivoluziona i Wisborg, ma li porta dove forse dovevano arrivare: un gothic rock adulto, cupo e bellissimo, che parla di ciò che rimane quando tutto il resto svanisce. in definitiva un album ottimo.
TRACKLIST:
- Kreatur der Nacht
- Totentanz (ft. Scarlet Dorn)
- Melancholia
- Moloch
- Schmerz vereint
- Mitternacht
- Interlude
- Norman Bates
- Adieu
- Phantomschmerz
- Staub
Voto: 8/10

