Il lavoro di Lilinanna si muove lungo coordinate sonore ben definite: ritmiche martellanti e scarnificate di matrice post-punk si intrecciano a trame sintetiche glaciali, sulle quali si stende una linea vocale carismatica, eterea e al contempo tagliente. fa subito da perno programmatico: una traccia dilatata che richiama le atmosfere rituali della scuola wave continentale, dove il synth-bass guida l'ascoltatore verso l'interno dell'ipogeo. Si cambia marcia con la successiva Cold Heart, senza dubbio uno dei capitoli più evocativi del lotto, sospeso tra reminescenze coldwave e un cantato che declama drammaticità e rivalsa. Con Good Girl emerge il lato più ossessivo del disco: linee di basso pulsanti mettono a nudo la solitudine e il senso di alienazione contemporanea, bilanciando la pulsione dancefloor e la malinconia d'autore.
L'album chiude il suo cerchio magico con la doppietta composta da Mother. In particolare, Siren si rivela una chiusura ideale: un canto magnetico che fluttua su synth avvolgenti e pelli percussive secche, lasciando un’eco persistente anche dopo che la traccia si è dissolta nel silenzio.
Underworld Shelter è un debutto coeso e privo di riempitivi, che evita la trappola del semplice citazionismo ottantiano per costruire un'estetica scura, viscerale e drammaticamente moderna. Una conferma del fatto che la wave italiana gode ancora di nuovi artisti del dark underground e di voci capaci di incidere a fondo.
Tracklist:
- Calling in Light
- Cold Heart
- Proserpine
- Good Girl
- Disappeared
- Mother
- Siren
VOTO: 7 / 10

