Joy Division: Unknown Pleasures Recensione

Artista: Joy Division
Titolo:
Unknown Pleasures
Genere:
Post punk/Dark/Gothic rock
Data di uscita:
15 giugno 1979
Etichetta:
Factory Records

Recensione Album:

Chiamati in origine "Warsaw", in ricordo della canzone di David Bowie Warszawa, i Joy Division si sono formati a Salford, contea di Greater Manchester (Inghilterra), nel 1977. La band era composta da Bernard Sumner (chitarra), Stephen Morris (batteria), entrato definitivamente a far parte del gruppo solo in un secondo momento, Peter Hook (basso) e dal cantante e poeta Ian Curtis (voce). Il loro esordio avvenne con l'EP An Ideal For Living, ma l'occasione che li aiutò a farsi conoscere al grande pubblico, fu il concerto del 1979 al Marquee, come band di supporto ai Cure di Robert Smith. Nella loro breve carriera, determinata purtroppo dalla terribile e prematura morte per suicidio del carismatico leader, avvenuta il 18 maggio 1980, i Joy Division ebbero comunque la possibilità di collezionare successi grazie agli album Unknown Pleasures (1979), registrato presso gli Strawberry Studios e seguito da un tour nordeuropeo, e Closer (1980), registrato presso i Raw Studios. Oggi, i tre membri rimasti dei vecchi Joy Division, sono conosciuti come i New Order.

In entrambi gli album, lo stile musicale dei Joy Division è fortemente goth, disperato, con la chiara intenzione da parte del cantante, di lasciare a tutti gli effetti il mondo in cui vive, rendendo ogni canzone un tormentato lamento di morte opprimente. Accanto alla voce di Ian Curtis, percepiamo distintamente che a farla da padroni, sono più il basso di Peter Hook e la batteria di Stephen Morris, piuttosto che la chitarra di Bernard Sumner.

Ascoltando le 10 tracce di Unknown Pleasures, i brani più rappresentativi dello stato d'animo di Ian Curtis, sono la nevrotica Disorder con la significativa frase "I've been waiting for a guide to come and take me by the hand" (stavo aspettando l'arrivo di una guida che mi prendesse per mano), facendo evidentemente notare la profonda confusione e il grande malessere esistenziale in cui si trova il cantante, Insight, dalla melodia essenziale e tempestata ad un certo punto da suoni fastidiosi, che minano l'equilibrio mentale di Ian Curtis, New Dawn Fades, il pezzo migliore del disco, che dopo le intense note del basso, inserisce meravigliosi riff chitarristici, Shadowplay, decisa, coinvolgente e rabbiosa, Interzone, vitale e briosa nonostante l'aspetto lugubre dell'album, e infine I Remember Nothing, la cupa apoteosi dell'angoscia interiore.

Unknown Pleasures, il drammatico viaggio iniziatico di Ian Curtis verso l'inesorabile destinazione finale...

Tracklist:

01 Disorder
02 Day of the Lords
03 Candidate
04 Insight
05 New Dawn Fades
06 She's lost control
07 Shadowplay
08 Wilderness
09 Interzone
10 I Remember Nothing

Formazione Album:

Ian Curtis - Voce
Bernard Sumner - Chitarra
Peter Hook - Basso
Steven Morris - Batteria

Voto:

8/10