L'album in questione, arricchito dalla bella ed enigmatica cover di un luna-park abbandonato, simbolo di una probabile deriva fisica e mentale, è composto da 11 canzoni, caratterizzate da un sound molto più evoluto rispetto ai pezzi dell'ep precedente, e per questa ragione decisamente più interessante sul piano stilistico. Le caratteristiche di questo Ordinary Death Of Something Beautiful, spaziano dal gothic rock e modern metal di atmosfere piuttosto dark e tendenti ad acuta introversione psicologica, al romanticismo più sfrenato di meravigliose ballate sognanti. Ascoltando quindi Ordinary Death Of Something Beautiful, prima di tutto è da sottolineare l'impressionante somiglianza della calda voce di Federico, con quella altrettanto sublime e ipnotica del leader degli Him, Ville Hermanni Valo, e poi ecco emergere brani straordinari come Curtains Fall, Soldiers, Promise In Words e Deadline, corposi e "tosti" al punto giusto, come solo il grande rock sa fare, indipendentemente dal genere, What We Call Love, dolcissima ballad dedicata a uno dei sentimenti più speciali e unici che esistano sulla Terra, A Change To The Night, altra chicca poderosamente esplosiva, accompagnata dalla conclusiva title track, che chiude egregiamente l'album.
Che dire allora di Ordinary Death Of Something Beautiful? Credo che esista una sola frase capace di spiegare con chiarezza, quanto valga quest'album dei Dievanity, ed è... Wow, che bomba!
Tracklist:
01 Insert Coin
02 Curtains Fall
03 Soldiers
04 Promise In Words
05 Deadline
06 Kill Vanity
07 The Flag
08 Something Wrong
09 What We Call Love
10 A Chance To The Night
11 Ordinary Death Of Something Beautiful
Formazione album:
Federico Cardinale - Voce
Andrea Machetta - Chitarra
Fabrizio Di Munno - Chitarra
Andrea Traversa - Basso
Anselmo Zoccari - Batteria
Voto:
9/10

