Leonie è una mela: bianca dentro, rossa fuori. Così vengono chiamati a Norferville i mezzosangue, i figli dell'unione di un nativo e di un colone bianco. Malvisti da tutti, la ragazza può rifugiarsi solo nell'amicizia di Maya, la sua migliore amica innu.
Questo fino alla notte in cui, in uscita da un pub, le due ragazze vengono rapite da tre uomini, portate nella foresta, abusate sessualmente e lasciate sulla strada gelata a chilometri dalla città.
Sono passati vent'anni da quella notte, e l'adolescente ha lasciato lo spazio a una giovane tenente di polizia che si è ricostruite una vita più a sud, in una cittadina tra il Quebec e Montreal. Ma quando il suo superiore le affida l'indagine su un omicidio nella sua città natale, i fantasmi che continuano a rovinarle la vita torneranno a premere nella mente di Leonie. Ma non ha scelta, deve andare, anche solo per chiudere i conti con il passato una volta per sempre.
In Francia, dall'altra parte del mondo il detective privato Teddy Schaffran sta seguendo un caso insieme alla polizia ma, riuscito a scovare un indizio cruciale, invece di notificarlo alle forze dell'ordine va a trovare il presunto killer a casa. Lo trova che si sta preparando per uscire e rapire un'altra ragazza, cos' parte una colluttazione in cui l'assassino perde la vita, schiacciato dal suo stesso granaio.
Tornato a casa Teddy riceva una chiamata che cambierà la sua vita per sempre: sua figlia è morta, il suo corpo è stato ritrovato in Canada, su un sentiero che porta alla sperduta cittadina mineraria di Norferville.
L'uomo, travolto dal dolore e dal senso di colpa ma ancora lucido e razionale parte alla volta del Quebec per capire cosa è successo.
Queste sono le magistrali premesse che Franck Thilliez pone a questa sua ultima fatica. Sorretta da uno stile asciutto e freddo la trama del romanzo e la sua indagine sono un orologio che non perde un colpo, tenendo fino alla fine il lettore con il fiato sospeso e riuscendo a trasmettere il gelo dell'ambientazione anche nella torrida estate in cui io ho avuto la possibilità di leggerlo.
Dare altre informazioni sulla trama sciuperebbe la lettura, per cui lascio a chi vorrà la possibilità di scoprire come la vicenda si snoderà e troverà la sua risoluzione.
I punti forti del libro sono sicuramente l'ambientazione, ricreata con maestria e senza affettazione, oltre ai caratteri dei due protagonisti, che riescono a trasmetterci tutte le complesse e contraddittorie sfumature dei loro mondi interiori. Ho adorato percorrere le strade di Norferville insieme ai personaggi, raggiungere i laghi, entrare nei pub, passare dal caldo soffocante degli edifici al freddo siderale dell'esterno. Questo dualismo caldo\freddo sembra che venga mantenuto anche nei personaggi, soprattutto nei protagonisti, che riescono a passare in un istante da freddi agenti di polizia a vibranti esseri umani bisognosi di amore e conforto.
Anche l'indagine, nonostante non riveli colpi di scena così eclatanti, non è mai scontata e anche alla fine quando si è rimesso insieme il puzzle riesce ancora una volta a scombinare le carte, almeno un po'.
L'unico difetto, se di difetto si può parlare, secondo me risiede nello stile narrativo adottato dall'autore: la scelta di una terza persona che non mostra i pensieri dei personaggi ma si perde in lunghi flashback e ricordi interrompendo in moltissimi punti la narrazione non è, a parer mio, il mezzo più funzionale con cui raccontare una storia, visto che le continue digressioni, a volte percepite sul momento anche come pellegrine, possono arrivare a snervare un po' il lettore.
A me, sinceramente, un po' hanno dato fastidio.
In ogni caso il romanzo è più che valido, la storia che racconta presenta delle zone d'ombra molto oscure e l'obiettivo dello scrittore di parlare del fenomeno delle donne e ragazze indigene scompare e\o assassinate in Quebec negli ultimi trent'anni (per buona parte dai poliziotti) è decisamente centrato.
Consigliato a chi ha voglia di una bella doccia fredda in queste giornate ancora troppo calde.
- VOTO: 7,5

