
Notte buia, niente stelle è un’antologia di quattro racconti originali di Stephen King. I temi principali sono la violenza contro le donne ma anche le svariate, possibili reazioni della psiche umana se sottoposta a situazioni di forte stress. La traduzione italiana è stata curata da Wu Ming 1, per la prima volta nella loro carriera.
Nel primo racconto, 1922, seguiamo la storia di Wilfred, un agricoltore del sud degli USA che pianifica e attua l’omicidio di sua moglie Arlene. Nel secondo, Maxicamionista, una nota scrittrice di romanzi gialli fora un pneumatico in mezzo a una strada dismessa, mentre tenta di tornare a casa, e per questo motivo farà uno spiacevole incontro con un camionista che la violenterà e la getterà in un canale di scolo credendola morta.
Il terzo racconto, La giusta estensione, parla di un uomo malato di cancro che stringe un patto con il Diavolo per acquistare anni di vita in più. Nel quarto e ultimo racconto, Un bel matrimonio, la casalinga Darcy scopre che suo marito Bob, con cui è sposata da trent’anni, è un prolifico serial killer.

Il politicamente corretto ha vinto.
L'Italia, ormai in mano a perbenismo e cattolicesimo, ha censurato ogni tipologia di musica laica e tra queste il metal, tranne quello cristiano, è il genere che ha subito maggiormente il colpo. Ma una città abbandonata, semi sommersa dalle acque (e per questo diventata terra di nessuno), resiste come unico baluardo italiano di libertà artistica: Venezia metal!
Il romanzo si apre sul nostro protagonista, Gianni, intento a ripulire la Ibanez Xperience di Stickaz, la seconda chitarra dei Box Of Suffering, dalla Bava di Satana (un liquido violaceo dalla consistenza del petrolio che migliora le performance musicali quando spalmato sugli strumenti e sugli arti degli artisti).
A interromperlo arriva proprio Stickaz, accompagnato da una giovane e infogliata groupie. Dal dialogo tra i tre capiamo che il gruppo ha abbastanza successo nell'ambiente underground della laguna e Gianni, arrivato in città da due mesi, ne fa parte come semplice galoppino, e solo per l'intercessione di suo fratello Paultergeista, prima chitarra e frontman del gruppo.
A dimostrazione di ciò, quando subito dopo ci vengono presentati il migliore amico di Paul, No Name e la bella ma stronza Ribbon, gli altri due membri del gruppo, questi hanno nei confronti di Gianni un comportamento freddo e distaccato il primo e di velato disprezzo la seconda, anche se questo non le impedisce di farsi riaccompagnare a casa dal ragazzo sulla sua metalgondola.

La storia de “il cimitero senza lapidi” ruota attorno ruota attorno al giovane protagonista Nobody Owens, conosciuto come Bod. Il romanzo si apre con l'omicidio della sua intera famiglia da parte di un misterioso assassino. Fortunatamente, Bod riesce a sfuggire al massacro e a rifugiarsi nel vicino cimitero.
Il cimitero è abitato da una varietà di spiriti e creature sovrannaturali, che accolgono il ragazzo e decidono di proteggerlo. Silas, un misterioso vampiro, diventa il tutore di Bod e si prende cura di lui nel mondo dei vivi e dei morti.
Bod cresce nel cimitero e fa amicizia con personaggi come Liza, una ragazza fantasma, e Miss Lupescu, una lupina. Durante la sua permanenza nel cimitero, Bod impara abilità e conoscenze segrete dei fantasmi e dei morti. Tuttavia, il pericolo che ha iniziato con l'assassinio della sua famiglia continua a minacciarlo, poiché il suo assassino è ancora in cerca di lui.
La storia segue Bod mentre naviga tra i vivi e i morti, affrontando avventure, pericoli e scoprendo la sua vera identità e il suo destino. Lungo il cammino, affronta creature oscure e risolve misteri che coinvolgono il mondo sovrannaturale e quello dei viventi.
La trama di “Il cimitero senza lapidi” culmina in un confronto tra Bod e il suo assassino, rivelando segreti oscuri e rivelazioni sorprendenti. Alla fine, Bod deve affrontare la scelta tra il mondo dei vivi e quello dei morti, prendendo una decisione che potrebbe cambiarlo per sempre.

Titolo: Primi delitti
Autore: Paolo di Orazio
Casa editrice: D Editore
Anno: 2021 (Prima edizione 1990)
Edito in: Italia
L'Italia è famosa nel mondo per la pizza, l'arte e la dolce vita. Ma per chi ama le tematiche oscure e controverse sa che questo è uno dei Paesi più bigotti dell'Occidente, per cui non è strano che quando comincia a fare capolino un prodotto artistico e culturale così estremo parta la polemica.
Però è anche strano sentire che il governo condanni e censuri una raccolta di racconti horror per istigazione a delinquere nei confronti di minori.
Eppure, è proprio la sorte che ha subito questo piccolo capolavoro. Ma di cosa tratta di così agghiacciante Primi delitti?
Di bambini. Di bambini che uccidono e che vengono uccisi, di bambini che seviziano, torturano, sono seviziati o sono torturati.

Che succederebbe se il migliore amico di una bambina fosse il Diavolo in persona?
Autrice rimasta inedita e semisconosciuta in Italia, Ethel Mannin è stata una prolifica scrittrice di romanzi, racconti, articoli e poesie inglese e un'accesa attivista femminista attiva in Inghilterra nel corso di tutto il ventesimo secolo.
I suoi libri, di norma, sono tutte storie a sfondo sociale i cui personaggi si battono per ottenere libertà sessuali e personali (tra le altre cose questa autrice anche anche apertamente bisessuale).
Lucifero e la bambina è un unicum nella sua vastissima produzione, perché è l'unica storia di genere scritta dall'autrice, anche se la scelta di inserire degli elementi speculativi nella sua narrazione non è per nulla una semplice scelta stilistica o ornamentale, perché questa storia fa della figura del diavolo e del suo fascino il perno su cui tutta la vicenda si snoda.
Il romanzo si apre il primo agosto, il giorno di Lammas, uno dei quattro sabba delle streghe, con la protagonisita, Jenny Flowers, una bambina di appena sette anni, che in una gita in campagna insieme al suo gruppo di catechismo, si smarrisce in un bosco e incontra uno Straniero, cioè un oscuro figuro con in testa un copricapo ornato di corna.

Titolo: La Contessa Nera
Autore: Rebecca Johns
Casa editrice: Garzanti
Anno: 2010
Rebecca Johns racconta la storia maledetta di Erzsébet Bàthory, contessa ungherese, murata viva all’interno della torre più alta del suo castello a Csejthe per l’assassinio e le torture alle sue domestiche.
La Contessa Nera ripercorre le memorie di Erzsébet attraverso le lettere che scrive al suo unico figlio maschio ed erede, Pàl, che, assieme alle due figlie Anna e Kata, la contessa non avrà mai più modo di vedere: le descrizioni della sua casa d’infanzia, l’educazione muriale impartita dalla madre, la partenza verso le proprietà del promesso sposo quando poco più che bambina, ma anche le prime testimonianze di un animo violento, in cui sadismo e giustizia si incontrano per non lasciarsi mai andare.
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