
Titolo: L'estate dei Fantasmi
Autore: Saundra Mitchell
Anno di Uscita: 2011
Casa editrice: Giunti Editore
Ondine è una piccola città in cui non succede mai niente, finché qualcosa è effettivamente successo. Iris e la sua amica Colette hanno fin da piccole una passione per l'occulto e si divertono a creare incantesimi e atteggiarsi a piccole streghe per scagliare maledizioni da loro inventate. Sognano un giorno di raggiungere i 14 anni e poter scappare via da una città provinciale e noiosa, in cui l'unico luogo di svago è una tavola calda, ma qualcosa arriva a sconvolgere le loro vite.
Un giorno, nel mezzo del loro gioco, Iris entra in contatto con un vero spirito, lo spirito di Elijah Landry, un ragazzo misteriosamente scomparso tanti anni prima e di cui non si hanno più avuto notizie. Di primo acchito Colette crede alle parole della migliore amica ma poi, complice una seduta spiritica finita male, inizia ad avere dei dubbi sulla veridicità delle sue parole: e se Iris si fosse inventata tutto? Ma eventi sempre più strani e spaventosi stanno per accadere e complicheranno la vita dei nostri protagonisti, trascinandoli in un intrico di misteri che coinvolgono l'intera città di Ondine e tutti i loro abitanti.

Titolo: Creature immonde da dimensioni oscure
Autore: Gabriele Piretti
Casa editrice: Nero Press
Anno: 2022
Edito in: Italia
Che cosa può unire un trentenne laureato in lettere che per campare fa l'investigatore, un tossico di periferia, un violentissimo albergatore di sinistra e un prete scomunicato dalla Santa sede per blasfemia se non un complotto contro la razza umana ordito da creature provenienti da altre dimensioni?

«La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita»... si potrebbe partire da questo aforisma per comprendere il romanzo più noto di Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray.
Infatti, proprio sul rapporto tra un giovane uomo e il suo ritratto, tra la sua vita e l'arte che lo ha rappresentato, si gioca la storia inquietante narrata dal romanzo.
Dorian Gray è un giovane uomo, dotato di una straordinaria bellezza e di un carisma che lo fanno oggetto dell'ammirazione di donne e uomini. Nessuno resiste al suo fascino magnetico e tuttavia acerbo, neanche il pittore Basyl Hallward e il dandy Henry Wotton. Basyl è affascinato dalla bellezza di Dorian e dal suo aspetto angelico. All'inizio della vicenda, Dorian è un'anima innocente, inconsapevole del proprio fascino e priva di qualunque malizia: è questo che maggiormente attira l'artista verso di lui. Il giovane diventa quindi fonte di ispirazione per l'amico pittore, che decide di dipingerne un ritratto, destinato nelle sue intenzioni a rappresentare l'apice della propria carriera.
Lord Henry Wotton è invece un gentiluomo, un dandy dedito all'arte, alla bellezza e alla provocazione. Un frequentatore seriale della buona società, dove le signore fanno a gara per assicurarsi la sua presenza nei rispettivi salotti. Amico di Basyl, si trova casualmente a casa del pittore un giorno in cui Dorian deve posare per il ritratto. Anche invocato dal giovane che ne resta affascinato dalle prime battute, Henry si interpone nell'amicizia tra i due uomini e diventa l'idolo di Dorian Gray. Capace di intrattenere e affascinare con i suoi ragionamenti e gli aforismi graffianti, lord Henry è a sua volta stregato dall'idea della giovinezza che considera al di sopra di tutto, il bene primario per eccellenza. Proprio lui, guardando il ritratto del giovane, gli ispira quel desiderio che sconvolgerà la vita di Dorian: che il ritratto dipinto da Basyl diventi vecchio in sua vece, lasciando sempre giovane e incorrotto l'originale in carne e ossa.
Quel desiderio, espresso in un momento di trasporto, sconvolgerà la vita di Dorian che presto si accorgerà che a ogni sua malefatta, il ritratto risente della corruzione dell'anima e del corpo, diventando sempre più brutto e deforme.

Qualcosa in me ricorda e non vuole dimenticare…
Ecco l’incipit con cui l’autrice ci trasporta all’interno del suo romanzo. Storia fatta di fantasmi, di vampiri, di soprannaturale, d’irrazionale e di ricordi. Ma chi è a ricordare? E di cosa si nutre il seme del male?
Daniel Holmes é uno studioso di Cambridge dal carattere introverso e razionale. In un pomeriggio di primavera, salva una ragazza dall’annegarsi. La ragazza, Rosemary Virginia Ashley, ha un potere ammaliante e conquista ben presto non solo lui ma anche l’amico Robert. Con la stessa forza una giovane di nome Ginny, entra nella vita di Joe, ex fidanzato di Alice Farrell, pittrice che abita a Cambridge. Li separano decenni di storia eppure Daniel e Alice, in un parallelismo ben creato dall’autrice, compiono gli stessi passi, si muovono sotto le stesse forze, vivono le stesse emozioni fino a guidare il lettore in un vortice di eventi sempre più fitto e interconnesso e a scoprire la verità sull’eterea ragazza. Attraverso il racconto, l’autrice solleva almeno tre tematiche importanti:

Quando il gotico incontra l'ironia, la risposta non può essere che una: Oscar Wilde.
Nel corpus della sua produzione più nota troviamo questi due racconti. Che per la loro brevità, sono spesso pubblicati insieme ad altre opere, oppure, come in questo caso, tra loro. Due racconti sì, a tema gotico, ma resi originali dalla penna pungente e mai scontata del genio incontrastato di Oscar Wilde.
Il fantasma di Canterville
Quando il signor Hiram B. Otis, ministro degli Stati Uniti, decide di acquistare Canterville Chase per trasferirvisi con la famiglia, non può immaginare quanto la cultura del vecchio continente sia lontana dalla propria. In Inghilterra, nota, vivono persone a tal punto retrograde da credere che una casa possa essere infestata dai fantasmi. Addirittura conoscendone l'identità: nel suo caso è un vecchio proprietario del maniero, vissuto trecento anni prima, assassino della moglie e poi a sua volta, vittima di omicidio.
No, non è credibile, per una moderna e patriottica famiglia americana, credere che il fantasma di Sir Simon de Canterville vaghi ancora per la casa, agitando catene e lanciando terribili lamenti, sfoggiando travestimenti e spaventando la gente. Loro non cadranno nella trappola! E quella macchia di sangue sul pavimento, dove lady Eleanor era morta nel 1575 per mano del marito sir Simon, sicuramente può essere eliminata con una passata del super detersivo e smacchiatore incomparabile Pinkerton, che il solerte Washington, figlio maggiore degli Otis, tira fuori con un tempismo perfetto...
La macchia di sangue sarà solo il primo degli oggetti del contendere tra la famiglia e il vecchio occupante. Ogni giorno la macchia verrà strofinata via e ogni notte, con certosina pazienza, il fantasma la farà ricomparire, sbizzarrendosi nei colori più improbabili.

Classico della letteratura gotica, caposaldo nel definire i tratti del vampiro più famoso della storia, Dracula di Bram Stoker è un romanzo imprescindibile, non solo per gli appassionati di questo genere.
Secondo la tradizione, l'idea per quest'opera nacque da un incubo che l'autore ebbe dopo una scorpacciata di gamberi. Non è dato sapere se questo aneddoto abbia un fondamento, sappiamo però che lo scrittore irlandese passò lunghi periodi studiando la storia e le tradizioni dei paesi dell'Europa orientale, e trasse spunto per il suo conte Dracula da un personaggio realmente esistito nella Valacchia del XV secolo. Si tratta del principe Vlad III Tepes, detto l'impalatore e figlio di Vlad II, detto Dracul (che in romeno significa Il Drago, o Il Diavolo). Il suffisso “ulea” significa “figlio di”, per cui Draculea-Dracula significava Figlio di Dracul, ovvero Figlio del Diavolo.
Dracula è il nome con cui il vampiro viene nominato in tutto il romanzo; solo una volta compare il riferimento a lui come Nosferatu, colui che non è mai morto. Perché questo, infatti, sono i vampiri: uomini e donne maledetti dall'aggressione di un altro vampiro. Quando il loro corpo muore non si decompone, purché si nutra periodicamente di sangue fresco. Le loro vittime ricevono a loro volta la maledizione come in un malefico contagio; così, dopo la morte corporale, rimangono incastrate in un corto circuito che impedisce alle loro anime di riunirsi alla luce, finché il loro cuore non viene trafitto da un paletto, la loro testa separata dal corpo e la bocca riempita di aglio.
Ma andiamo con ordine. Transilvania, maggio 1890...
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