Cuckoo

cuckoo

  • Titolo: Cuckoo
  • Regista: Tilman Singer
  • Paese e anno di produzione: Stati Uniti e Germania, 2024
  • Durata: 103 minuti

Seconda opera, dopo l'horror Luz, per il regista Tilman Singer che dirige un film, ancora un horror, che si presta a diverse chiavi di lettura, quali la libertà di riproduzione, le scelte sulla maternità tramite una narrazione incentrata sul mistero, con una struttura volutamente nebbiosa che parla anche di solitudine, integrazione, relazionarsi tra le difficoltà familiari dove è presente l'aspetto horror la creatura, l'elemento “mostruoso” del cuckoo che risulta anche essere una metafora.

La protagonista Gretchen si dirige, insieme alla famiglia composta dal padre Luis, dalla compagna di quest'ultimo Beth e ad Alma, la piccola sorellastra di Gretchen nel resort Alpschatten sulle Alpi bavaresi gestito da Herr Konig, in affari con Luis per la costruzione di un nuovo Hotel.
Gretchen non si ambienterà bene e inizierà a essere vittima di strane situazioni, eventi e agguati, la realtà non è come sembra, il resort nasconde altro così come la creatura che compie gli attacchi, il perchè di questi e tutto ciò che si cela dietro la struttura e il personaggio di Konig.

L'attrice Hunter Schafer interpreta molto bene il personaggio di Gretchen che risulta essere una ragazza in preda alla solitudine in quanto ha perso la madre cui era molto legata, ha dovuto lasciare gli Stati Uniti e la sua band musicale per seguire in viaggio la famiglia che però sia Luis che Beth hanno occhi solo per Alma.

La regia di Singer lavora molto nel dare il concetto di distanza tra Gretchen e gli altri membri della famiglia, la protagonista non viaggia nella stessa auto e anche fisicamente, proprio per come sono inquadrati i soggetti in scena c'è sempre distanza tra Gretchen e gli altri personaggi.

Emblematica a riguardo la scena dove la famiglia è all'interno della casa mentre la protagonista è di fuori e guarda il “siparietto” familiare dalla finestra, dove lei è per l'appunto esclusa.
Sono molte le inquadrature giostrate tra le finestre e superfici che creano riflessi, sia sempre per questo concetto di distanziare, creare barriere tra Gretchen e i membri della famiglia ma anche per dare la sensazione di una realtà che non è come sembra, il riflesso indica per antonomasia un qualcosa che magari non appare in superficie e ciò vale per tutto quello che avviene nel resort e tra i vari personaggi.
Dunque il cercare di fuggire, da tale realtà, l'evasione, la sequenza dove Gretchen cerca di fuggire in auto con Ed, la ragazza conosciuta al resort è significativa e ben gestita anche perchè viene mostrato che la protagonista è una ragazza lesbo e ciò amplifica la sua solitudine. Ben diretto l'attacco della creatura che frena tale fuga e provoca anche morte.

Fotografia e messa in scena del film sono molto curate, da evidenziare la presenza degli animali imbalsamati all'interno della reception del resort, che infondono una sensazione di morte e che da alla narrazione il simbolismo della dinamica tra preda e predatore, gli scontri e le morti che avverranno.
A livello cromatico si opta per i colori che richiamano la natura dunque il verde e il marrone con le loro sfumature; inoltre, il colore verde che si mescola con le atmosfere, i toni di mistero infonde al film un tocco surreale e inquietante.
Non solo negli esterni, tali colori sono presenti anche all'interno delle strutture come il resort, l'ospedale ed anche nell'abbigliamento dei personaggi specialmente su Konig.
Nello specifico per quanto riguardo il personaggio interpretato da Dan Stevens è interessa il cambio di abbigliamento, i vestiti dal colore bianco uniti a un'illuminazione molto accesa da echi quasi divinatori questo perchè Konig decide dall'alto, dunque impone la sua veduta compiendo azioni immorali, ordinando malsani esperimenti.
Le gestione di tali elementi è a tratti volutamente ironica con momenti che ricordano i film horror classici con dottori, scienziati pazzi o luciferini che in nome di un qualcosa di superiore compiono azioni al di fuori dell'etica umana.
Konig in nome dell'evoluzione, vuole scegliere lui quale specie far progredire e come.
Di fatto ciò si può leggere come una critica dell'interferenza dell'uomo sulla natura.

Nello sviluppo del film è interessante notare come quando Gretchen cerca di avvicinarsi ad Alma venga sempre avversata, le barriere sono ovunque, sia all'interno della famiglia che fuori.
Il suono, la musica, sono componenti molto importanti, l'antichissima e rara specie, che Konig vuole far progredire a qualsiasi costo, disorienta le sue vittime alterando loro la concezione spazio-temporale tramite il proprio verso e al tempo stesso Gretchen è appassionata di musica che per il film assume anche un significato salvifico perchè se la protagonista indossa le cuffie, dunque ascolta musica, non riceve il suono del verso della creatura non subendone dunque gli effetti negativi.
E' anche simbolica la scena dove Gretchen vuole far ascoltare la musica ad Alma ma Beth, sotto consiglio dei dottori che rispondono a Konig, non vogliono, ciò rimarca ancora una volta la distanza tra Beth e tutti gli altri personaggi.
Gli attacchi epilettici, le convulsioni che ha Alma saranno date, in parte, come colpa al comportamento di Gretchen.

Singer dirige bene diverse sequenze sia prettamente horror che concettuali.
Il prologo del film è notevole, vengono inquadrate due ombre e si sente un'accesa discussione in atto, tramite movimento di macchina si sale e l'inquadratura si addentra in camera dove una ragazza inizia ad avere convulsioni e successivamente fugge di casa. La sequenza è gestita bene e crea subito mistero.
E' ottima anche la sequenza di Gretchen in bicicletta inseguita dalla creatura, si inquadrano le ombre, il movimento di macchina allarga l'inquadratura per mostrare la creatura che insegue dunque si alimenta bene la tensione.
Davvero interessante la sequenza che si svolge nel Nido dell'amore, un alloggio molto particolare s significativo del resort, dove Gretchen dice a Henry, ex poliziotto che insieme alla protagonista cerca di capire cosa davvero stia accadendo, che gli appostamenti sono noiosi e la ragazza infatti si addormenta. Ciò può essere visto come una riflessione metacinematografica di Singer in quanto molto spesso gli spettatori vogliono vedere sempre azione senza invece aspettare la costruzione dell'atmosfera, far salire l'attesa che invece accade in Cuckoo.
Nel terzo atto, nel finale, ci sono momenti ben girati che ben funzionano in scena, tutto il confronto tra Gretchen e la creatura è ben diretto, c'è tensione ed intensità, e così come è intensa l'integrazione del rapporto tra la protagonista e Alma, la fuga tra lo scontro tra le due visioni estreme, quella di Konig e quella di Henry.

A tratti il film sembra sia un po' troppo piccolo per le ambizioni di Singer, c'è molta carne a fuoco e c'è voglia di raccontare molto e perciò qualcosa viene lasciata un po' per strada.
Non tutti i rapporti tra i personaggi sono ben esplorati, il rapporto tra Gretchen e Alma poteva essere più sentito specialmente per l'importanza che ha nel finale e per l'intensità e alchimia che si crea tra le due, altro rapporto poco approfondito è quello tra Gretchen e la matrigna Beth.
Da un lato queste scelte rimarcano il concetto di distanza che Singer vuole infondere nel film però si poteva lo stesso dare spazio ai personaggi e alle loro interazioni.
La dottoressa Bonomo, collaboratrice di Koning, a capo delle sperimentazioni, risulta poco caratterizzata e con un esito un po' repentino.
Anche qui, il film a tratti gioca nel rifarsi ai b-movie di genere horror e a tratti riesce a creare quel contesto ironico come quando appare la creatura e nel rivelare il piano malsano di Konig, dunque anche Bonomo è un cercare di rifarsi a tali stilemi ma avrebbe meritato più esplorazione come personaggio.

Dove il film funziona bene è invece nel tratteggiare la solitudine di Gretchen, la sua voglia di fuga e nel tratteggiare il personaggio di Konig.
Oltre a ciò funziona nei toni di mistero che pervadono la narrazione.

Il titolo del film è Cuckoo e un motivo, chiaramente, c'è, in quanto l'antica specie si comporta come la nota specie di uccello, impianta i semi in un'ospite che a sua volta, quest'ultima, crescerà come propria prole che in seguito la creatura reclamerà.
Nel film dunque è presente un “mostro”, un qualcosa di estranea all'uomo che non agisce con le stesse norme e codici morali, la creatura non si fa scrupoli ad uccidere, semplicemente segue la sua natura.
Singer infatti non demonizza questa specie, il look di questa è molto umano ed è notevole infatti nel terzo, nello scontro tra Gretchen e la creatura quando tramite una rotazione di macchina che ricorda l'ormai celebre rotazione attuata da Nolan in The Dark Knight quando Joker, da capovolto, tramite rotazione va in primo piano sovvertendo le leggi della fisica, allo stesso modo la camera da presa ruota e viene mostrato il primo piano della creatura, enfatizzando l'umanità di quest'ultima.

Il finale infatti mostra come Gretchen non fugge tanto dalla creatura, non avversa questa “nuova”, in realtà antichissima specie, seppur con atteggiamenti potenzialmente distruttivi, ma la fuga, l'evasione vera è da Konig e Henry, i due rappresentano gli opposti estremi in perenne lotta nelle loro visioni.
Tutto questo ricorda molto i dibattiti sulla maternità, sull'aborto, tematica molto sentita negli Stati Uniti, che spesso è condotta da maschi, uomini che scelgono su decisioni che spettano alla donna, ecco che dunque si può fare una lettura socio-politica del film, sulla libertà riproduttiva, sulla libera scelta di come essere madre, ma anche sul non fare etichette di ciò che è o non è una famiglia.
Il finale è oltremodo significativo a riguardo, la collaborazione tra Gretchen e Alma, quest'ultima si scoprirà essere figlia in realtà della creatura che avversa la protagonista nell'arco film, dunque un'intesa tra diverse specie con la riuscita sequenza dove Alma appoggia le sue mani sulle orecchie di Gretchen e tramite il suo verso manda in tilt sia Konig e che Henry.
La sena finale dove stavolta sì, Gretchen e in macchina insieme ad Alma e Beth segna un nuovo inizio, non c'è nessun legame biologico tra i tre personaggi femminili eppure ora sono una famiglia.

Cuckoo è un film dunque con un messaggio di critica verso le decisioni imposte dall'alto, verso un controllo selettivo su ciò che è giusto o meno, non a caso Konig controlla la creatura tramite il suono del flauto, l'elemento musicale che ritorna, gli attacchi, gli agguati che Gretchen e gli altri personaggi subiscono sono sì effettuati dalla creatura ma perchè indotta da Konig.

E' vero che nel voler raccontare e mettere dentro tanti aspetti ed elementi il film non centra tutto al meglio, qualcosa lascia indietro, non tutti i personaggi sono calzanti, ma comunque sa comunicare un messaggio, ha idee, tratteggia bene la protagonista e oltre all'elemento metaforico ha al suo interno sequenze horror ben confezionate, dove non mancano delle uccisioni, che unite ai momenti invece più volutamente ironici denotano una certa mano di Singer, che certo dovrà affinare e migliorare in seguito, a dimostrare padronanza del mezzo.

  • VOTO: 7
REVIEWER