Come si può vedere nel film, anche nella realtà la casa si riempiva quotidianamente di addetti ai lavori il cui ruolo era quello di riprodurre fedelmente le stanze, le scalinate e in generale ogni tipo di spazio che nasceva dalla penna della Signora Winchester, a quanto pare, in diretta comunicazione con gli spiriti.
La storia inizia svelando una presenza oscura che si aggira nell'immensa Casa Winchester portandoci poi dal protagonista il cui compito offrirà la struttura narrativa all'opera.
Eric Price è uno psichiatra affascinante e indebitato che conduce una vita dissoluta a cui viene richiesto di condurre una perizia psichiatrica su una ricca ereditiera, la Signora Winchester. Il risultato di tale perizia potrebbe estromettere la signora dal controllo della ricca società e saldare i debiti del dottore.
Il Dottor Price introduce il suo personaggio evidenziando la forza della mente umana capace di mostrarci o farci credere qualsiasi cosa. Il dottore insiste sul fatto che la paura esiste solo nella nostra mente, che sia fin troppo spesso il prodotto di un'illusione.
Una volta accettato l'incarico sperimenteremo e annoteremo le stranezze della casa attraverso gli occhi del Dottor Price. Il cospicuo numero di stanze, il continuo andirivieni di addetti ai lavori di costruzione, rumori e ombre saranno gli ingredienti presenti per tutta la durata del film. Fin dalle prime ore nella casa il dottore si imbatterà in eventi a dir poco insoliti e inquietanti che egli cercherà di tenere a bada facendo sfoggio della propria razionalità.
L'atmosfera è notturna, luci soffuse, toni freddi che si alternano ai toni caldi delle candele. Le scene sono girate principalmente in spazi chiusi, ma non claustrofobici. La presenza di molte comparse gioca a sfavore del senso di inquietudine che offrirebbe un'esplorazione solitaria dei luoghi. Lo stesso protagonista, sorvegliato dalla servitù, deve sgattaiolare fuori dalla finestra della sua camera per esplorare la casa liberamente. Sono rari i momenti di solitudine che possono creare tensione. Luci e fotografia sono pulite, ben fatte, eleganti tanto che andrebbero bene per un film drammatico o addirittura un film romantico dalle tinte cupe.
Eccetto alcune scene in cui le immagini si fanno significativamente cupe, l'atmosfera è più accogliente che inquietante. La colonna sonora è adeguata, un dark ambient, costumi e oggetti di scena selezionati con attenzione.
Il film trova il suo equilibrio oscillando tra apparizioni di fantasmi e stati allucinatori fintanto che la perizia psichiatrica del Dottor Price non porterà sul tavolo le le sue conclusioni. Un horror basato sulla presenza di fantasmi vendicativi che non generano inquietudine e costellato di jump scare, talvolta efficaci.
L'opera sfrutta la casa stregata come metafora del senso di colpa per gli atti compiuti con le armi da fuoco : i fantasmi che la infestano sono le vittime uccise dai fucili Winchester, mentre i lavori continui per costruire nuove stanze rappresentano il tentativo di Sarah di dare una degna sepoltura a queste anime.
Al di là dei classici spaventi, la storia mostra come sia difficile superare un lutto, attraverso due protagonisti tormentati che cercano di scappare dai propri demoni e dai rimorsi del passato.
La vedova Winchester funziona grazie all'ottima interpretazione di Helen Mirren (Lady Winchester) e per il fascino visivo della casa labirintica, ma funziona molto poco quando deve fare paura, abusando di banali jump scare invece di sfruttare il potenziale psicologico della vera storia.
Di fronte ad un horror dalle tinte gotiche ambientato in una casa stregata ci si potrebbe aspettare inquietudine oppure, nel caso di uno splatter, un po' di divertimento. In questo caso La vedova Winchester avrebbe dovuto portarci inquietudine, magari un po' di paura, ma ciò non accade.
Il film indaga le stranezze della vita di Sarah Winchester basandosi sulle voci di un vicinato poco abituato all'eccentricità dei ricchi, articoli di giornale che avevano bisogno di far vendere copie e sulle operazioni di imprenditori privati che acquistarono la casa dopo la morte della Signora nel 1922, cercando di trasformarla in una casa degli spiriti.
Sarebbe stato più inquietante raccontare il bisogno maniacale delle persone che inventerebbero qualsiasi menzogna pur di dare un senso a ciò che non comprendono, anche a costo di attribuire abitudini bizzarre e psicotiche ad una rispettabile Signora la cui colpa era soltanto quella di essere amante della solitudine e dell'architettura.
A chi ama i drammi gotici, i costumi e le buone interpretazioni questo film offrirà una piacevole serata, mentre se le trame prevedibili e gli spaventi telefonati vi fanno spazientire, passate oltre.
- Voto: 6

