Eko Eko Azarak: Wizard of Darkness

 eko eko azarak wizard of darkness

  • Titolo: Eko Eko Azarak: Wizard of Darkness
  • Regia: Shimako Sato
  • Paese e anno di produzione: Giappone, 1995
  • Durata: 80 minuti

All'alba del J-Horror, ondata che travolse il panorama cinematografico tra la fine degli anni '90 e il decennio 2000, la regista giapponese Shimako Sato, al sui secondo lungometraggio, dirige un horror a suo modo particolare dato che per certi aspetti sembra inserire dinamiche e un certo stile da euro-horror anni '70 quindi messe nere, immagini esoteriche e allo stesso tempo c'è ricercatezza verso lo splatter così come un'estetica che svolge lo sguardo agli anni '90, alle pellicole teen con ambientazione scolastica. Il tutto condito anche con dei lati da film di sopravvivenza, il Giappone, il regista Kinji Fukasaku, donerà nel 2000 il capolavoro del genere Battle Royale; con l'aggiunta di tocchi che richiamano un certo stile, bizzarria tipica dei manga.

Misa Kuroi è una giovane strega, liceale, che arriva nella sua nuova classe dove una setta che ha lo scopo di evocare Lucifero, dunque Satana, ha già messo gli occhi, in quanto sacrificando un tot di ragazzi, tredici per la precisione, potrà evocare il re dei demoni.
Tra i compagni di classe, Misa fa amicizia con Mizuki, le mostra alcuni sue, di Misa, abilità e poteri fino a far vedere alla classe cosa può fare con dei riti, quindi la bambola modello voodoo per impartire una lezione al professor Nimata che molesta le ragazze.
Uno dei ragazzi però, Mizuno, non si fida di Misa e pensa che sia lei a voler uccidere tutti in quando durante un compito in classe compare il numero tredici sulla lavagna e la scuola diventa bloccata, tutte le porte e finestre sono serrati con gli studenti imprigionati all'interno.
Inizia così la carneficina dove anche Misa improvvisamente non riesce ad utilizzare i propri poteri quindi non può aiutare ne se stessa ne i compagni, nell'aggravarsi della situazione si formeranno gruppi con alcuni che credono a Mizuno dunque che Misa sia l'artefice di tutto.
Il film gioca anche sul mistero di chi abbia scatenato tutto, chi sia il membro della setta che sta uccidendo tutti per evocare Satana.

Data l'ambientazione scolastica e l'elemento cardine del voler evocare Satana, Eko Eko Azarak tratta le dinamiche giovanili, le ansie, le paure tipiche dei teenagers e del periodo adolescenziale.
Il futuro incerto così come il presente che non risulta affatto rassicurante, la regista Sato mostra liceali che fanno uso di riti magici, stregoneria come risposta a un mondo angosciante.
Anche se inscenato con toni grotteschi, il professor Niamata comunque molesta le ragazze quindi la risposta della classe è affidarsi alla magia nera per riuscire a farsi quantomeno giustizia.
Quindi ci si può anche leggere un'inefficacia della società a dare delle risposte verso i giovani, a fare sì giustizia a creare un mondo confortante e degli ambienti sicuri, mentre proprio nella scuola, luogo di apprendimento, formazione e socializzazione accadono fatti traumatici.
Il personaggio di Mizuno è interessato alle arti oscure, non è chiaramente abile quando Misa, anzi tramite le sue, parziali, conoscenze punta ad essere il tipico leader di classe, avere popolarità, dunque le sue certezze vengono minate proprio da Misa che ha davvero delle abilità e da qui i tentativi del ragazzo di screditare la protagonista e fare di tutto per mettere la classe contro di lei.
Misa è una strega con forti poteri, è una ragazza piuttosto taciturna, che resta sulle sue, è bersagliata dalla setta ha perciò dei trascorsi oscuri dato che ovunque si sposta, di fatto, accadono tragedie.
Shindo è invece un ragazzo che non crede alla magie, non crede alle storie di Mizuno e si innamora di Misa, proverà quindi a essere il suo ragazzo inscenando le classiche dinamiche adolescenziali, descrivendo tale fase portando “quotidianità” in un film horror sovrannaturale.
Così si arriverà alle dinamiche survival, con gruppi distinti che cercheranno di sopravvivere, uno guidato da Mizuno e l'altro composto da Misa, Mizuki e Shindo.

Il prologo parte subito alla grande mostrando una donna correre di notte totalmente spaesata e impaurita nelle strade di Tokyo con il montaggio alternato che spazia tra le scene di una messa nera con enigmatici personaggi con tunica con cappuccio rosso a volto coperto. L'inizio del film culmina con una trave che cade sulla testa della ragazza spappolandola, tale fatto è scatenato proprio dal rituale, Sato da subito un antipasto di ciò che sarà il film, della sua ferocia con scene cruente, splatter e momenti esoterici.
Da notare infatti i manifesti con il demone Baphomet per le strade di Tokyo e la creazione di atmosfera tramite i fumi, la nebbia così come il misticismo, le candele, la stella e pentagramma nelle scene della setta.

Sato dirige infatti momenti, sprazzi di violenza splatter e immagini crude, violenti non indifferenti tra cui spicca una testa mozzata dalla finestra, gole tagliate, omicidi compiuti a bruciapelo in modo brutale e personaggi che vengono totalmente bagnati di sangue.
La regista inscena anche sequenze di morti collettive, i ragazzi chiusi in classe che muoiono uno per uno con gli schizzi di sangue che vanno sulla finestra della porta d'ingresso e così come l'inquadratura che mostra tutti i cadaveri con i corpi smembrati.
Vengono anche mostrate scene di possessione demoniaca con Mizuno che diventa sempre più sadico e schizzato, uccide a sangue freddo ragazze fino al suo stesso suicidio.

Tra i personaggi ci sono anche la liceale Kazumi e la professoressa Kyoko, le due hanno una relazione e Sato dirige buone e tensive scene lesbo-erotiche tra le due dotate proprio di una forte carica di tensione.
E' interessante la matrice queer di questa “assurda” e “strana” relazione tra alunna e professoressa.

Nel mentre si susseguono le uccisioni e le morti cresce il mistero di chi sia l'artefice di tutto, Kazumi e Kyoko rimangono per molto tempo in disparte, mentre i compagni di classe stanno svolgendo il compito in classe e successivamente rimangono chiusi in preda alle apparizioni sovrannaturali e alle morti che incombono, gli altri due personaggi femminili sono in un'aula a parte a compiere atti sessuali tra di loro.
E' solo nel terzo atto che Misa rivede Kazumi e Kyoto e specialmente è la professoressa a sembrare il membro della setta che ha scatenato il tutto, tant'è che la donna indossa la stessa tunica degli accoliti del culto satanico.
Una volta però che Misa uccide Kyoko la vicenda sembra finita ma invece tramite un twist, un colpo di scena, si scopre che è sempre stata Mizuki a organizzare il piano e a voler evocare Satana.
E' la ragazza che tramite la magia ha tolto i poteri a Misa, riuscendo a soggiogarla e anche a sconfiggerla tanto di riuscire nell'intendo ed effettivamente evocare Satana.
Però, il corpo di Mizuki non è abbastanza forte, quindi l'evocazione viene rigettata e Mizuki muore con il suo corpo smembrato, con Misa che torna nella dimensione “reale” in una scenario comunque triste, pieno di morti, cadaveri, senza superstiti.

La messa in scena di Sato è buona, come scritto il prologo è subito ben gestito con momenti atmosferici, anche gli interni della scuola sono ben resti con una sempre atmosfera cupa di fondo.
Sono ottimi gli scenari surreali, le luci viola che mano a mano iniziano a penetrare nel film, nella scuola a denotare l'essenza horror e paranormale del film.
A dare al tutto maggiore forza e incisività sono proprio le scene di morte che sono ben inscenate, violente, crude, con schegge splatter ben inserite.

Sì, l'apparizione di Lucifero, l'angelo-demoniaco che appare in modo gigante risulta ad oggi un po' datato come effetti con una cgi che non ha ormai più una buona resa, ma comunque compare solo in quel momento e non disturba il resto del film.
Sulla scrittura, si poteva dare maggiore contesto alla setta che invece rimane un po' in superficie senza una grossa costruzione sui membri, metodi e scopi così anche la stessa Mizuki ha l'obiettivo, un po' generico volendo, di evocare Satana ma non sembrano esserci chissà quali motivazioni dietro questo scopo.
Indubbiamente, il tutto si può sempre vedere come una totale disaffezione verso il mondo, verso la società dove quindi per Mizuki l'unica soluzione è quella più estrema possibile cioè di evocare il re dei demoni proprio come risposta e tutte le ansie e paure del momento adolescenziale e dalla società in generale.

Eko Eko Azarak ha perciò anche tale valenza di critica sociale e nel mettere in scena le ansie adolescenziali che Sato ben gestisce e tramite le buonissime sequenze horror sia di uccisioni, splatter che di atmosfere tramite un buon uso della fotografia, le luci viola su tutto compone un film divertente per chi ama lo splatter e i film sanguinolenti e in generale un buon horror con il suo da dire che mescola in modo intrigante diversi sottogeneri, combinando messere nere e scene più cruente ad ambientazione scolastica costruendo una storia che si lascia ben seguire con il suo mistero e personaggi in preda alla paura.

  • VOTO: 7
REVIEWER