La regia di Fisher, la sua messa in scena è ottima, il livello di eleganza delle inquadratura, la costruzione dei quadri dunque lo spazio scenico, la creazioni di scenari è di qualità, si nota la buona mano del regista.
Gli interni hanno il loro colpo d'occhio, la stanze della case rispettivamente di Richleau, Simon e degli Eton sono ben gestite, il punto macchina è sempre giusto per infondere quel tono da classico gotico condito da una fotografia buonissima e di livello.
Gli ornamenti, i colori delle tende, degli oggetti aumentano la qualità della messa in scena, dunque i viola, verdi e rossi che prendono forza e creano le tipiche atmosfere gotiche di Fisher.
Il gotico si unisce all'esoterico creando una miscela interessante, è notevole la stanza al piano di sopra della casa di Simon con l'ornamento del caprone satanico sul pavimento incasellato dai quadrati rossi e verdi che proiettano da subito in un'atmosfera sovrannaturale dove la regia di Fisher, come per tutto il film, gestisce bene la scena, lo spazio scenico costruendo un'ottima inquadratura dove tutti e tre i soggetti in scena interagiscono in un ambiente sinistro.
Aspetto interessante e forza del film è l'inserimento di elementi magici ed esoterici che ben si inseriscono nell'ottima messa in scena di Fisher.
Il film, nel suo progredire, diventa quasi un home invasion sovrannaturale dove i protagonisti si rinchiudono in un cerchio magico disegnato da Richleau e Mocata tramite la sua magia nera cercherà di far cedere i personaggi, di rompere il cerchio.
Espedienti psicologici come ricreare l'immagine della figlia degli Eaton, la presenza della tarantola e addirittura direttamente l'evocazione dell'angelo della morte impersonificato come fosse un cavaliere dell'Apocalisse, con un ingresso in scena d'effetto, così come hanno ancora il loro fascino gli effetti retrò a rendere sia la tarantola che l'angelo della morte spettrali.
The Devil Rides Out mostra idee ed anche follia in questi frangenti, il bizzarro entra in scena nella classicità della regia di Fisher che lo stesso gestisce bene questi momenti horror di follia.
C'è intensità in queste sequenze, le rotazioni e i movimenti di macchina scandiscono i tempi della tensione e l'angoscia dei personaggi e chiaramente le evocazioni donano fascino al film.
Non solo la parte dell'home invasione, Fisher gestisce bene anche i momenti più prettamente esoterici dunque i sabba.
Il sacrificio della capra, Mocata con la tunica viola e gli adepti con quella bianca affrescano benissimo la sequenza maligna notturna.
Il momento clou è l'evocazione della capra di Mendes dove Fisher immortala una scena dal forte impatto visivo con effettivamente il diavolo, un uomo caprino con testa e zampe appunto da capra, nella scena siede su una roccia ed è impattante la scena dove Mocata in primo piano con il diavolo dietro di lui indica Simon e Tanith.
Fisher non gestisce bene solo i momenti horror e di tensione ma si dimostra abile anche nell'inseguimento in macchina dove Rex cerca di raggiungere Tanith, assoggettata da Mocata, la sequenza è ritmata e sempre leggibile e chiara.
L'arrivo di Mocata nella casa degli Eaton è magnetico, il tentativo di ipnotizzare Marie Eaton è intenso, i due sono seduti uno davanti all'altra su due divani rossi e lo scambio continuo di campi e controcampi fino ad andare nei primissimi piani rende molto bene la forza psichica di Mocata.
Così come l'utilizzo di Tanith da parte di Mocata, il tentativo della ragazza di uccidere Rex, Fisher è sempre impeccabile nel gestire i momenti.
Atmosfere e suggestioni sono anche anche date dai singoli oggetti, sculture, la cupola dell'osservatorio di Simon, i serpenti dorati della tenuta di Mocata così come gli altari, lampadari, candele tutto è inserito per creare immaginari da messe nere o che richiamano il magico.
Mocata dice che la magia non è di per se oscura, certo lui utilizza magia nera, ma Richleau per fronteggiare Mocata utilizza magia e invoca gli angeli biblici.
Dunque il finale, Mocata ha in ostaggio la piccola figlia degli Eaton che vuole sacrificare, ancora una volta Fisher crea uno scenario ottimo e suggestivo, molto cupo e maligno.
Lo spirito di Tanith che irrompe sul corpo di Marie per salvare la situazione è intenso e di fatto per sconfiggere Mocata ai protagonisti serve l'aiuto del sovrannaturale e l'incendio finale che purificata dal male e dall'esoterismo oscuro.
Richleau che apre il portone della casa degli Eaton è il segnale che l'incubo è finito, dalla chiusura dei personaggio dapprima nel cerchio e in seguito nella messa nera di Mocata, ora possono uscire liberamente all'esterno.
Dei difetti si possono riscontrare nella storia d'amore un po' frettolosa e non troppo ben esplorata tra Rex e Tanith ed anche in un finale forse un po' veloce, lo scontro con Mocata poteva essere maggiormente forte ed enfatico.
Il rituale di Susamma del quale Richleau ha molto timore non è granché approfondito, va benissimo lasciare il mistero di tale rituale e della magia in generale ma dato che viene mostrata enfasi per il rituale, per la paura che questo infonde, qualcosa in più allo spettatore si poteva dare.
Sono comunque lievi mancanze anche dettate dal contesto storico, le diverse percezioni di come si fruisce un film oggi rispetto al passato, dunque questi possibili difetti non minano la qualità e la buona riuscita del film.
La Hammer in questo film, così come in diverse altre produzioni, a livello sociale mostra sì un distacco giovanile dalle istituzioni e dal mondo classico, Simon e Tanith attratti dal satanismo però rimane comunque ancorata ad un modello di horror e di film classicista dove esiste un bene ed un male, seppur anche il bene deve far utilizzo di pratiche magiche per poter vincere e salvare la situazione.
Quindi è un film che a tratti mette aspetti di ribellioni giovanile ma dove nel finale è comunque la classicità a predominare, Richleau la sua esperienza anche se comunque è determinante Tanith, una giovane ragazza e l'espediente sovrannaturale, magico.
Un modo per la Hammer di avvicinarsi sì alle nuove tendenze ma non cedere del tutto il passo al suo stampo da gotico classico.
Tematiche di ribellioni che però si intersecano e alla fine confluiscono in aspetti conservatori.
E' un film che Fisher sa ben gestire, la sua messa in scena classica dona formalità, eleganza e senso del gotico alle inquadrature ed alle scene così come la stravaganze e la follia dell'inserimento di aspetti magici, sovrannaturali donano fascino al film unito anche alle scene cupe e sinistre dei sabba e messe nere.
Molti registi horror moderni ad esempio Chaves e dunque molti film che cercano di rifarsi al gotico come i The Nun dovrebbero prendere molto in esempio Fisher, i suoi film, la rigorosità della messa in scena che sa creare intensità e che anche quando opta per momenti più folli la regia e dunque il film regge molto bene.
Da evidenziare anche la sempre ottima performance di Cristopher Lee, interpreta Richleau, sempre perfetto a donare forte carica espressiva.
- VOTO: 8

