El Retorno Del Hombre Lobo (Night Of The Werewolf)

el retorno del hombre lobo

  • Titolo: El Retorno Del Hombre Lobo
  • Titolo internazionale: Night Of The Werewolf
  • Regia: Paul Naschy
  • Paese e anno di produzione: Spagna, 1981
  • Durata: 92 minuti

Paul Naschy è un nome cult per molti appassionati dell'euro-horror, cioè gli horror di produzione europea, in quanto è stato il volto del lupo mannaro, l'hombre lobo in spagnolo, di molti film gotici di produzione spagnola spesso con budget modesti ma che comunque alcuni di loro riuscivano ad emanare un certo fascino.
El Retorno del Hombre Lobo è il remake de La Noche de Walpurgis, diretto da Kilmvosky, che è uno dei migliori film di Paul Naschy come attore del filone sul lupo mannaro.
Oltre che ad interpretare il licantropo Naschy dirige anche il film, stavolta anche con un budget maggiore, seppur non paragonabile a quello dei film statunitensi, mettendo un scena un film con atmosfere gotiche e fumettose che pur avendo la stessa storia del film di Kilmovsky riesce a differenziarsi portando uno stile più feroce e meno incentrato sull'aspetto lesbo-erotico e sulla tensione vampiresca del film originale.

Erika è una studiosa d'antichità, appassionata di esoterismo e affascinata dalla figura di Elizabeth Bathory, strega-vampira. Insieme a Karen e Barbara, entrambe amiche di Erika, tutte e tre le ragazze decidono di andare in Ungheria dato che è li chi si trova la tomba di Elizabeth Bathory che Erika vuole resuscitare.
Secoli prima la strega-vampira fu condannata a morte insieme ai suoi seguaci tra cui il licantropo Waldemar Danisny pugnalato con una croce d'argento.
Due uomini del luogo volendo impossessarsi della croce per poterla poi vendere, aprono la tomba del licantropo e rimuovendo la croce lo riporta in vita così come Erika tramite un rituale sanguinario riporterà in vita Elizabeth Bathory,
Erika ed Elizabeth vorranno dominare il mondo, vampirizzeranno altre ragazze mentre Waldemar soffre per la sua maledizione da licantropo, si innamorerà di Karen e al tempo stesso dovrà lottare sia contro la sua stessa maledizione che contro la strega-vampira Bathory.

Naschy già dal prologo metta in scena delle differenze con il film di Kilmovsky in quanto mostra la condanna a morte di Elizabet Bathory nel passato e l'esecuzione ai danni di Waldemar, con citazione alla Maschera del Demonio del grande Mario Bava.

La fotografia del film è curata, si nota un certo stile, Naschy riesce a creare atmosfere gotiche costruendo buone inquadrature.
Il regista sembra rifarsi molto ai fumetti horror dell'epoca riuscendo a creare scene accattivanti ed esteticamente apprezzabili per i fan del genere.
I toni sono per lo più cupi, c'è un bel lavoro sugli interni del castello dove i colori ambra-giallo che richiamano il mistero si mescolano con l'oscurità creando un bell'effetto e atmosfera.
Sono anche interessanti le alternanze tra le inquadrature in esterno del castello di giorno e di notte dove predomina la colorazione blu scura.

Kilmovsky nel suo film del 1971 costruiva una messa in scena artistica con rallenty affascinanti e inquietanti allo stesso tempo, puntando molto sulla tensione lesbo-erotica e sull'ottima presenza delle vampire che gestiva in modo funzionale fascinoso creando dunque momenti molto suggestivi quando le vampire entravano in azione con la nebbia, la foschia onnipresenza e alterando lo spazio-tempo dunque la sensorialità tramite i rallenty, dato che le vampire trascendono le leggi del tempo e suscitano passione e sangue.
Paul Naschy punta maggiormente sull'oscurità, sulla cupezza, ricrea momenti gotici, anche da fumetto, validi creando lo stesso buone scene con la presenza delle vampire, c'è fascino e atmosfera, non punta sulla tensione lesbo-erotica o comunque sulla carica sessuale ma rende il film più feroce con più presenza di sangue rispetto al film di Kilmvosky,
A riguardo è emblematica e riuscita la sequenza della resurrezione di Elizabeth, qui Erika sacrifica Barbara tagliandole la gola e il sangue cadendo sulla tomba riporta in vita la strega-vampira che subito rievoca il suo adepto, un monaco maledetto.
Ancora più cruenta a forte è la sequenza del sacrificio di un'altra donna dove sempre tramite il taglio di gola il sangue stavolta scorre a fiumi a cade sul volto di Elizebeth per un effettivo bagno di sangue, altra sequenza che emana il suo fascino.
Naschy dunque tramite la fotografia, i toni cupi, croci, candele, lente discese tra le scale, cripte e gli interni ben gestiti che creano buoni scenari crea atmosfera gotica.

Se Kilvosky puntava sul colore, erano presenti molto i colori verdi e bordeaux, Naschy punta maggiormente sull'oscurità e anche quando opta per colori teoricamente più accesi, come il rosso, in realtà risultano lo stesso spenti perché sempre cupi, sempre inseriti in contesti notturni e spesso dark.
Quindi il sangue, le tende in velluto, quando il rosso è presente è sempre in una dimensione tenebrosa come ad esempio l'assalto della donna vampirizzata nella notte a Karen e Waldemar con gli interni totalmente in rosso

Il punto di forza del film di Kilmvosky era sicuramente la presenza delle vampire e anche Naschy seppur con uno stile differente riesce a creare atmosfera e momenti suggestivi con Elizabeth Bathory ed Erika.
Ottimo quanto Erika appare dalla porta della stanza di Waldemar, la figura della vampira emerge dalla nebbia che le da una dimensione sovrannaturale, è vestita in nero, la stanza di Waldemar è invece ornata di oggetti di color rosso, dunque con una buona messa in scena per una sequenza suggestiva.
Molto bella e affascinante anche la scena delle tre donne vampire in esterno che si affacciano tra le pietre del castello di notte con la nebbia che le avvolge nell'oscurità.
Lo stesso, altra buonissima sequenza è quando sempre le vampire fuoriescono dalle loro bare, dove dormono, il sotterraneo del castello è puramente gotico, molto cupo ed anche qui le bare, la nebbia creano atmosfera e proprio come le vampire sono posizionate in scena riescono a dare il colpo d'occhio, la scena d'effetto e di forza visiva.

Anche a livello tecnico Naschy dimostra di saper muovere bene la macchina da presa, molto spesso dai primi piani di Waldemar o di Karen tramite movimenti di macchina l'inquadratura si allarga mostrando oggetti, scandendo i tempi della tensione allargando dunque l'inquadratura per l'ingresso in scena delle vampire.

A livello di scrittura ci sono personaggi interessanti, Waldemar è un anti-eroe romantico in quanto è vittima della maledizione del lupo mannaro, lui non vorrebbe uccidere ed è pronto a rinunciare alla propria vita.
Infatti spera di trovare il vero amore in modo tale che possa spezzare la maledizione, perché solo la donna che lo ama davvero tramite la croce d'argento può mettere fine alla sua vita maledetta.
Il rovescio della medaglia è che solo la sua forza distruttiva da licantropo può fermare Elizabeth Bathory e le vampire, ciò confluisce a Waldemar un fascino maledetto.
Anche il personaggio di Erika è molto interessante e probabilmente il migliore del film.
Da subito è affascinata da Elizabeth, non è assoggettata dalla strega-vampira ma è proprio Erika stessa che vuole essere una vampira, stare dalla parte di Elizabeth, progetta da subito la sua resurrezione e quando diventa una vampire le sue azioni sono brutale e la sua presenza è efficace, come una vampire dovrebbe dare è allo stesso tempo fascinosa e inquietante.
La stessa Elizabeth Barthory risulta in villain tutto sommato solido per un film del genere, ha presenza scenica e la sua sete di vendetta è ben resa.
La storia d'amore tra Waldemar e Karen è si funzionale per la storia ma per essere più intensa e sentita avrebbe meritato maggior approfondimento, esplorazione.

In film del genere, chi è appassionato lo sa bene, non tutta la produzione è sempre di alto livello, quindi di tanto in tanto si va incontro ad errori tecnici, in una scena si nota che una donna morta, posta in sacrificio, muove la braccia per aiutare a sollevare la bara e chiaramente se si fanno confronti a livello produttivo con i film statunitensi dell'epoca è normale che in quest'ultimi ci fossero budget più elevati e più cura globale su tutta la produzione.
Quindi alcuni passaggi possono risultare un po' frettolosi, alcune morti anche di personaggi importanti potevano risultare più cariche di enfasi ma comunque il film riesce a far emergere il suo lato gotico sia a livello horror, d'atmosfera ma anche dal lato tragico e romantico come mostra il finale dove la scena dell'abbraccio richiama volendo il celebre quadro Il Bacio di Gustav Klimt ma nel film invece del bacio, nonostante l'amore tra Waldemar e Karen, ci sono azioni che provocano morte, il morso del licantropo e la simultanea pugnalata con la croce d'argento dunque l'unione tra eros e thanatos, amore e morte, come insegnano i miti greci.
Se la precedente morte di Elizabeth mostra il volto della strega-vampira da giovane invecchiare fino a decomporsi, il volto di Waldemar torna ad essere umano perché la maledizione è scomparsa, è significativo infatti come Naschy mette in scena le differenze tra le due morti, per Bathory non c'è salvezza invece per Waldemar sì, almeno a livello di anima.
Karen e Waldemar che giacciono insieme distesi a terra con la croce d'argento in evidenza infilzata sul corpo del fu licantropo segna la chiusura di un finale tragico e romantico come da tradizione per molti film ma anche racconti gotici.

Dunque il film riesce ad avere il suo fascino gotico e fumettoso, sa divertire, ci sono vampire, un licantropo e un monaco maledetto, in particolare chi adora la Hammer, chi sa apprezzare anche i b-movie, l'euro-horror dell'epoca che riusciva spesso a trarre un lato artistico da produzioni non sempre elevate potrà trovarsi di fronte un film piacevole con bei momenti.

  • VOTO: 7
REVIEWER