Il conte Orloff, abile chirurgo, tramite il suo aiutante Morpho, come si evince dal nome è un uomo sfigurato, cieco, ma dotato di gran forza fisica, rapisce, compie esperimenti e uccide giovani donna per cercare di ristabilire la bellezza della figlia Melissa che ha il volto sfigurato.
In un'ambientazione parigina è l'ispettore Tanner l'uomo incaricato per risolvere il caso.
Il film due presenta due filoni narrativi, uno horror-gotico quindi Orloff e Morpho che catturano le ragazze portandole al castello e l'altro più investigativo, quasi da Polar francese, con Tanner alle prese con le sue ricerche.
Fin da subito, dalla prima scena e sequenza, colpisce lo stile visivo di Franco infatti la sequenza di apertura mostra una ragazza, barcollante perché ubriaca, entrare in casa dove sarà aggredita da Morpho.
Il regista utilizza inquadrature sghembe, ricordando l'espressionismo tedesco, con punti macchina e angolazioni non banali che riescono a inquietare, molto bella l'inquadratura dall'esterno dal basso verso l'alto quasi totalmente avvolta dall'oscurità dove dalla finestra si intravede Morpho scontrarsi con la ragazza.
E' intenso il seguente incedere di Morpho con il cadavere della donna in braccio con l'intervallare del montaggio che stacca sul dettaglio del tintinnio del bastone del conte che indirizza l'andatura e la direzione dell'aiutante.
Se il film gioca su due anime, una horror e l'altra investigativa, Franco le dirige e le mostra in modi differenti.
Come si vede fin dalla prima sequenza, le parti horror del film sono cupe, piene di inquadrature sghembe con angolazioni quasi sperimentali e una fotografia che indirizza il bianco e nero su tonalità decisamente scure.
A contrario, le scene dove Tanner è nel suo ufficio, nella centrale di polizia sono più “formali”, molto classica dove stavolta sono i toni chiari a risultare dominanti.
Franco mostra di saper comunicare tramite le immagini, tramite la fotografia stessa, sono infatti notevoli le scene dove il conte Orloff, il suo volto, è totalmente scuro a denotare la sua malvagità e i suoi intenti.
E' emblematica la scena dove abborda una ragazza, che sarà la seconda vittima che mostra il film, in un locale notturno, la ragazza è illuminata in bianco a segnalare la sua innocenza mentre Orloff è scurissimo perché intenzionato ad ucciderla per compiere i suoi esperimenti.
Le atmosfere gotiche risultano ben rese e con il loro fascino, gli esterni del castello con le tipiche, per il film, inquadrature sghembe hanno il loro colpo d'occhio così come è suggestiva tutta la sequenza dove il conte e Morpho portano in barca la malcapitata vittima al castello attraversando il fiume con in un'inquadratura, quando i due percorrono il sentiero inquadrati a distanza in modo cupo su uno scenario invece più chiaro che cita apertamente Il Settimo Sigillo di Bergman.
Tutta la sequenza che porta alla morte della seconda vittima è diretta benissimo, il conte la conduce in una villa spoglia e in vendita, molto buono a riguardo il movimento di macchina che dalla villa si spossa a inquadrare il cartello con la scritta “in vendita”, tirato via proprio dal conte, Orloff chiude dentro la malcapitata e l'interno della villa è vuoto e Franco mostra sempre inquadrature sghembe sulle sugli interni, sulle stanze per creare inquietudine gestendo bene la spazio che amplifica il terrore proprio perché spoglio, dunque inghiotte la vittima, la ragazza viene totalmente dominata dall'ambiente creando la sensazione di pericolo e quindi tensione.
Interessante il movimenti di macchina, che funge da soggettiva, della donna mentre percorre le scale preceduta dalla tenebrosa e ricercata inquadratura della giovane donna piazzata al centro della scena mentre accende un fiammifero per illuminare lo scenario.
L'inevitabile aggressione di Morpho mostra questo in superiorità rispetto alla vittima che proprio per come piazzata nella scena è mostrata come totalmente vulnerabile e balia dei tragici eventi.
I chiaro-scuro sono utilizzati in modo ottimale, donano forza ed espressività alle immagini che a seconda delle situazioni, delle scene hanno il loro significato, mostrano già da prima dei dialoghi le intenzioni, l'animo dei personaggi.
Anche i vicoli parigini hanno una fortissima espressività, è un film dove le ambientazioni sanno vivere e infondere sensazioni fosche e oscure.
Non solo il castello, un conte che compie esperimenti e la presenza di un uomo grande e in forza sfigurato, il gotico è anche dato tramite i suoi simboli, quali la presenza di un gatto nero e un gufo all'interno del castello.
Franco sa che tali elementi enfatizzano l'atmosfera gotica e aumentano la carica visiva delle ambientazioni e dunque delle inquadrature.
Come era noto fare il celebre regista John Ford, anche Jess Franco riabilita, da importanza a personaggi non altolocati a livello sociale quindi economico-lavorativo.
Se il regista famoso per i suoi western dava importanza alla figura della prostituta, dandole importanza nella storia, in Gritos En La Noche il regista spagnolo porta avanti la risoluzione del tramite il disoccupato, e ubriacone, Jean e la cabarettista Wanda.
Sono questi due personaggi che scovano il castello del conte e l'identità del killer che segue la polizia, ben prima dell'ispettore Tanner.
E' infatti il coraggio di Wanda che accetta dapprima di farsi sedurre e successivamente di seguire fino al castello Orloff, ben conscia del pericolo, per vedere e svelare i segreti del conte che da una definitiva al caso lasciando un biglietto da far recapitare a Tanner indirizzandolo al castello che Jean sa come arrivarci conoscendo la strada.
Le sequenze di Wanda all'interno del castello sono bellissime, Franco giostra bene i tempi della tensione dunque la lenta discesa delle scale, l'avanzare tra le stanze sempre su ambientazioni tetre e i plongée, le inquadratura dall'alto che mostrano tutto lo scenario contornato da ottimi giochi di ombre che infondo una forte atmosfera dark.
Un gotico classico ha anche bisogno della tipica tragicità romantica e seppur nel film rimane in superficie, Orloff uccide le ragazze per cercare di ridonare la bellezza perduta alla figlia e lo stesso Morpho ama Melissa e vuole bene ad Arne, donna che il conte ha fatto evadere di prigione per farsi aiutare nei suoi esperimenti.
L'aiutante sfigurato del conte è parricida, Orloff era chirurgo della prigione e ha portato nel suo castello con se Morpho facendolo credere morto, tramite operazione lo ha reso ceco rendendolo così il suo fido aiutante anche se in realtà Morpho è più fedele ad Arne che vedendo il conte sempre più peso dagli omicidi inizierà a ribellarsi.
Morpho è quindi un personaggio dai forti istinti primordiali, Wanda assomiglia molto a Melissa e quando l'umo sfigurato la vede si fionda in modo bestiale verso la ragazza spogliandola e palpeggiandole il seno.
Se dunque Gritos En La Noche è un horror-gotico che si rifà ai film del genere più mainstream, alcune immagini, le nudità espresse, i seni scoperti delle vittime durante gli esperimenti del conte si discostano dagli horror più convenzionali destinati ad un ampio pubblico.
Da evidenziare anche l'ottima prova attoriale di Howard Vernon che interpreta alla grande il conte Orloff, tramite il portamento e con la mimica, le espressioni facciali infonde carisma e animo al personaggio.
Horror dove Franco riprende sì molti aspetti e dinamiche da altri film dello stesso genere, volendo anche lo stesso finale è abbastanza ordinario e tradizionale ma dove il regista mette in mostra il suo estro tramite la costruzione delle immagini, i chiaro-scuro, la gestione della fotografia.
Il regista mostra una buonissima padronanza tecnica e conoscenza del mezzo cinematografico confezionando un gotico dai sentori classici con delle basi riprese da altre pellicole ma con tocchi quasi sperimentali e sicuramente visivamente accattivanti e suggestivi.
- VOTO: 7

