Beezel

beezel

  • Titolo: Beezel
  • Regia: Aaron Fradkin
  • Paese e anno di produzione: Stati Uniti, 2024
  • Durata: 82 minuti

Filmare l'orrore nel corso dei decenni attraverso le tecnologie dell'epoca.

In una casa del New England, negli scantinati, è presente una strega, Beezel, che non si fa remore a uccidere e divorare chi abita nella casa.
In un susseguirsi delle varie ere, diversi personaggi in diverse situazioni e circostanze risiederanno nell'abitazione stregata pronti a essere vittime della strega.

L'aspetto più interessante del film è come il regista Aaron Fradkin mostre le differenti tecnologie che i personaggi che si susseguono utilizzano.
Super 8, macchina de presa a celluloide, digitale, quello del regista sembra essere a tutti gli effetti un trattato meta-cinematografico sul filmare l'orrore, dunque l'horror.
Ogni epoca ha il suo strumento, la sua tecnologia, ma l'orrore rimane, è perpetuo come di fatto lo sono i film horror stessi, ogni periodo ha il suo orrore, i suoi stilemi, le sue tematiche, i topoi ma gli incubi dell'uomo sono permanenti.
In Beezel l'orrore è il medesimo, è sempre la strega ma cambia il modo in cui viene filmata, dunque la sua immagine impressa a seconda della tecnologia utilizzata e dunque del periodo storico.
Tutto ciò rappresenta come il tempo cambia lo stile, gli usi e i costumi, nello specifico del film le tecnologie, ma le paure ataviche dell'uomo rimangono, è proprio il concetto dell'horror stesso, dunque la strega nel film, ad essere inesorabile e invincibile nei confronti del tempo.

Beezel è un horror indipendente molto low budget e dunque senza troppi mezzi e margini di produzione.
Aaron Fradkin riesce comunque a confezionare un film cupo, dove i toni scuri sono prevalenti e quindi dove si riesce a creare una buona atmosfera di base.
E' il primo lungometraggio del regista e si possono già notare alcuni interessanti fluidi movimenti di macchina e su tutto, l'ampia presenza della camera a mano volta a creare tensione e destabilizzare i personaggi in scena e, di conseguenza, lo spettatore.
Sono anche presenti buone inquadrature volte a dare la sensazione di essere osservati, da parte dei personaggi, quindi giocando con la presenza della strega, con il suo sguardo, anche quando non si vede, generando ansia.

Le tantissime inquadrature sghembe, lo stesso, sono volte a creare inquietudine.
Ovviamente visto il registro del film di mostrare la varie tecniche di ripresa è interessante vedere le immagini stile found-footage, dunque con il personaggio che riprende l'azione in diretta, con le differenze nel corso dei decenni a seconda della tecnologia utilizzata, quindi da immagini che riproducono l'effetto della pellicola, lo sgranato a quelle più digitali. 

Nell'horror lo spazio geografico è molto importante e significato, Beezel è incentrato quasi nella stessa abitazione dove i personaggi si susseguono nelle loro morti come fosse una maledizione perpetua.
La casa, l'ambiente domestico per antonomasia, è il luogo sicuro, dove si dovrebbe essere a proprio agio mentre invece nel film diventa un luogo di morte.
Il fatto che Beezel è nello scantinato enfatizza come l'orrore proviene fin dalle fondamenta, quindi è alla radice dell'uomo, delle sue paure.
Maestri del cinema come Hitchock, Gli Uccelli e George Romero, La Notte Dei Morti Viventi, negli anni '60 avevano di già posto le basi per mostrare la casa come posto non più sicuro, dove l'orrore arriva nel luogo più intimo dell'uomo che dunque non poteva mai essere al sicuro.
Da qui, gli Slasher, l'ambientazione suburbana di Halloween, o gli horror rurali come L'ultima Casa a Sinistra e il celebre Non Aprite Quella Porta per poi arrivare all'horror urbano, Eyes Of A Stranger dell'81, per poi arrivare agli effettivi Home Invasion quali The Strangers e You're Next.
Anche nel privato dell'abitazione domestica l'uomo non può stare tranquillo, anzi è proprio nella sua sicurezza che viene colpito dagli orrori.

Negli ultimi anni gli horror hanno mostrato spesso come la casa diventa un luogo oscuro ricco di ansie che finisce per inghiottire i personaggi o comunque alienarli, isolarli, ne è un forte esempio Entrance nel 2012.
In altri casi l'orrore domestico diventa soggettivo per il protagonista, dove vede manifestarsi il sovrannaturale che rappresenta le sue paure rendendo comunque la casa di fatto inospitale ne sono esempi Relic e Your Monster.

Il film Aaron Fradkin lavorando su più personaggi e diversi periodi storici ne fa un discorso continuo, come fosse una maledizione.
Che sia la famiglia borghese, un regista ai primi passi, un'infermiera o una giovane coppia, non c'è differenza di classe, sociale-lavorativa ne di etnia di provenienza, nessuno è al sicuro nella casa di Beezel.
Seguendo i più tipici topoi del genere, i personaggi sono attratti dai rumori, dalle voci, verso lo scantinato ed è li che si dirigono andando incontro alla stessa strega.
Indubbiamente tale escamotage è abbastanza un cliché, la classica vittima che invece di fuggire va nel luogo, prevedibilmente, pericoloso; però data la natura stessa del film, la presenza della strega, dunque del sovrannaturale, questa dinamica si può leggere come se sia Beezel stessa ad entrare nella testa dei vari personaggi e dunque ad attrarli come di fatto è maggiormente in evidenza tramite Nova, ragazza protagonista dell'ultima atto del film, dove la narrazione da più minutaggio al suo avanzare verso la follia perché assoggettata dalla strega.

A livello prettamente horror il film ha tre sequenze degne di nota.
Il regista, all'interno del film, Apollo che sta girando un documentario sulla casa è seduto e legato dal proprietario dell'abitazione Harold, il documentarista è filmato con la sua macchina da presa a celluloide e vede avvicinarsi la strega lentamente fino a quando non stacca la testa allo stesso Apollo in una scena molto cruenta con tanto effetto splatter e senza tagli di montaggio viene mostrato tutto il momento dove la teste viene strappata dal collo. Come se si fosse in un found footage tutto l'orrore viene mostrato in presa diretta.
La seconda sequenza horror da registrare riguarda l'infermiera Naomi che mentre deve assistere, a domicilio, l'anziana signore Doloris è protagonista della sequenza dove il regista Fradkin alimenta i tempi della tensione mostrando azioni di routine quali rimboccare le coperte, sentire il battito di Doloris, dare da bere a quest'ultima quindi prendere la sedie per sedersi accanto all'anziana signore; dunque Fradkin prolunga i tempi creando atmosfera. Così quando Naomi si addormenta si risveglia con la figura di Doloris sopra il letto, faccia a faccia con la ragazza, mentre sbava dalla bocca e ruota gli occhi in modo alquanto innaturale. Tale scena è gestita senza jump scare, quindi senza facili scorciatoie, e dove si nota anche un lato grottesco-ironico.
Infine, è molto buona la sequenza verso il finale dove dapprima un fluido movimenti di macchina proietta lo spettatore all'interno della casa maledetta per poi tramite camera a mano, in un'atmosfera tesa si va dal cadavere insanguinato di Nova a Beezel, nuda e inquadrata di spalle, che divora un bambino neonato, figlio di Nova.

La regia di Fradkin sa lavorare lentamente, costruisce l'atmosfera grazie anche ad una fotografia molto cupa, con tante ombreggiature giocando su tonalità scure.
E' un film che sa prendersi il suo tempo dove dunque viene a creare un'atmosfera di fondo non male grazie anche a dei tagli d' inquadrature volti a genere ansia e tensione.
Dato l'aspetto temporale è centrale del film, visto il susseguirsi dei decenni, è emblematica la scena dove l'infermiera Nova osservando il pendolo vede il suo riflesso sfocato.
Tale immagine è significativa perché il riflesso, cioè il doppio, mostra la ragazza distorta a prefigurare la sua fine e mostra come l'orrore perdura, è etereo nel tempo.
Fradkin gestisce piuttosto bene lo spazio scenico, quando i personaggi tramite macchine da presa o videocamere, a seconda dell'epoca, filmano la casa, viene mostrata la presenza, la sagoma di Beezel, anche quando la strega non è inquadrata la sua presenza è lo stesso onnipresente perché tramite angoli scuri e ombre c'è sempre l'impressione che la figura di Beezel possa sempre conformarsi tra l'oscurità come talvolta infatti capita.
Questo stilema serva a creare tensione dato che lo spettatore è sempre in allerta per vedere se la strega si presenterà all'interno dell'inquadratura, Fradkin gioca con tali aspettative creando proprio inquadrature molto oscure dove molte volte la strega non appare ma comunque si crea tensione proprio per le aspettative generate allo spettatore.

Va comunque ricordato che Beezel è un film d'esordio con un budget piuttosto ridotto dunque, chiaramente, non è tutto perfetto.
Se la messa in scena di fondo è comunque buona, di fatto c'è poca differenza tra i vari decenni che passano, nello stile, nell'arredamento della casa, volendo questa scelta può fare la sensazione come la strega che ne abita dia una forza a livello di orrore eterea e immutabile.
Ogni tanto il film cede alla tentazione dei jump scares e li inserisce, alcuni anche in modo abbastanza repentino come quando Nova si sveglia di sobbalzo per accoltellare il marito.
Anche la resa visiva dell'horror non è sempre al massimo, la sequenza, dove comunque si prova a costruire tensione, dove sempre Nova si nasconde sotto il letto e in soggettiva osserva Beezel, i il dettaglio dei suoi piedi muoversi, osserva le orme del letto dato che la strega sta salendo sopra e poi con il jump scare vengono mostrati Nova e il marito mentre fanno sesso con degli occhi demoniaci con resa visiva non troppo felice.

Dunque visto il budget e il fatto di essere un'opera prima il film porta con se i tipici difetti di queste produzioni, tempi, gestione del ritmo, una regia ancora da sgrezzare ma conduce un discorso interessante sul tempo, sulle tecnologie e sul come queste interagiscono con l'orrore stesso che rimane invece immutabile e imperituro.
Oltre a ciò, Beezel ha anche delle sequenze ben riuscite e tagli d'inquadratura che creano atmosfera.

La sequenza di chiusura dove vengono mostrati i titoli di coda è a camera fissa e mostra una famiglia che, nell'attuale presente quindi in epoca contemporanea, si prepara ad iniziare la vita nella nuova casa, quella della strega.
Beezel continuerà, con ogni probabilità, a mietere vittime anche nell'epoca degli smartphone e saranno questi, sempre andando a leggere oltre, che filmeranno la morte come le tecnologie precedenti hanno fatto.

In un periodo storico dove i film sulle streghe narrano le origini, il come la società, i problemi familiari conducono le ragazze alla stregoneria e all'adorare il maligno, Satana stesso, vedere ad esempio il capolavoro di Robert Eggers, The VVitch, il bellissimo coming of age oscuro Gretel e Hansel di Oz Perkins e anche l'interessante Hagazussa di Lukas Feigelfeld; Fradkin torna ad un concetto più primitivo della strega, non ci sono spiegazioni, è distruzione pura, un po' come in Two Witches di Pierre Tsigaridis.

  • VOTO: 6,5
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