Companion

 companion

  • Titolo: Companion
  • Regia: Drew Hancock
  • Paese e anno di produzione: Stati Uniti, 2025
  • Durata: 97 minuti

Relazioni tossiche, controllo, intelligenza artificiale, nuove tecnologie, sono tutte tematiche trattate in Companion che tramite l'horror con anche tinte sci-fi e scene divertenti tratteggiano una narrazione che parla di relazioni tra partner, di maschilismo tossico ma che comunque non fa sconti a nessuno, non risultando per nulla pedante dove nessun personaggio umano è davvero positivo, quindi sia uomini che donne, etero e gay, hanno aspetti negativi. Dunque Companion non fa sconti a nessuno e le tematiche trattate si sposano con un piglio leggero, da black humor con guizzi splatter ben realizzati che compongono un film alquanto piacevole.

Primo lungometraggio per il regista Drew Hancock che dimostra una buona mano, un bel gusto per la messa in scena, molto curata, dove si creano scenari e impressioni oniriche dato Iris, sex-bot, vive come un risveglio tutta la vicenda in quando scopre di essere un robot controllata da Josh per i cui i ricordi della ragazza-robot sono in realtà fittizi e lei risulta programmata per provare piacere e ubbidire a Josh.
Dunque si gioca tra gli iniziali momenti romance ma dove tramite una fotografia cupa si cela già un'inquietudine di fondo che all'apparenza sembrerebbe stonare con con l'ambientazione generale ma che man mano che la storia e colpi di scena si rivelano, l'horror troverà sempre più spazio.
Iris non andrà ad agire in stile slasher, non sarà perciò un robot che insegue le vittime per ucciderle, la sua è una ricerca in primis di sopravvivenza e in seguito sempre più di emancipazione e indipendenza. I toni sopra le righe e lo humor mantengono il film su toni leggeri dove le uccisioni e lo splatter sa divertire oltre che parlare di rapporti e tematiche sociali.

Iris e Josh si dirigono nella residenza di Sergey, situata tra un'ampia distesa boschiva, dove apparentemente si ritrovano con gli amici per trascorrere allegramente il weekend.
Si fa la conoscenza del padrone di casa Sergey, di Kat, la ragazza con cui ha rapporti sessuali e la coppia gay composta da Eli e Patrick. Allo spettatore vengono così presentate tutte le coppie e le relazioni.
Il punto di svolta avviene quando Iris, subendo molestie e progressivamente tentativi di abusi e violenza uccide Sergey.

Il tutto sembrerebbe essere un incidente e autodifesa da parte della ragazza, mentre invece si scopre che in realtà Iris è un robot modificato volontariamente da Josh proprio per uccidere Sergey in modo da spartirsi i milioni che tiene in casa insieme alla complice Kat.
Da qui, Iris venuta a sapere della sua reale identità intraprenderà un percorso di sopravvivenza dato che tutti vogliono disattivarla e di emancipazione proprio verso Josh dato che è programmata per amarlo e non può mentire.
Quindi la scia di omicidi, di morte e sangue tra Iris che deve cercare di fuggire e gli altri personaggi ad inseguirla per cercare di disattivarla e perciò ucciderla.

Companion inizia subito in modo ottimale, il soffitto del supermercato è inquadrato in modo sfocato e ciò da immediatamente la sensazione di essere dentro un sogno, di stare aprendo gli occhi dopo un lungo sonno, quindi il movimenti di macchina porta l'inquadratura verso Iris che sta facendo la spesa.
I colori sono di tonalità pastello e accesi come a evidenziare una situazione idilliaca ma che in realtà ha contorni oscuri come mostrano le luci tetre tramite le finestre dell'ambientazione.
Le scenario perciò è bizzarro, si mostra una ragazza fare la spesa e incontrare un ragazzo, Josh, tra musica soft e colori fiabeschi ma sotto un'aura scura che da sensazioni inquietanti alla vicenda.
I concetti di sogno e risveglio è molto importante per il film, molto spesso la regia di Drew Hancock opta per inquadrature fuori fuoco e sovraesposizione della luce che risulta molto luminosa per dare toni onirici come se Iris fosse bloccata in un limbo, in un sogno perché di fatto non è cosciente essere un robot e sotto il controllo di Josh.
L'arco narrativo di Iris la sua presa di coscienza e progressiva ricerca di emancipazione rappresenta un effettivo risveglio, è emblematica la scena dove la ragazza-robot tramite lo smartphone di Josh aumenta la propria intelligenza, Hancock inscena la situazione tramite una dissolvenza luminosissima nel primo piano di Iris con successiva inquadrature di alberi, rami tra la luce solare a infondere un'atmosfera sognante e una luminosità estrema che rasenta una nascita o rinascita.

Fotografia e messa in cena sono molto buone e curate. Come scritto si punta sul contrasto tra toni pastello e sensazioni di inquietudine che poi sfoceranno nell'horror puro tramite schegge di violenza, morte e splatter. Molte buone sono anche le sequenze in esterno durante la fuga di Iris come ad esempio le scene nel bosco e anche i momenti in notturna con il blu che avvolge le inquadrature.
Hancock gioca inserendo momenti che richiamano film come Barbie e anche Don't Worry Darling, dunque con situazioni da apparente romance-comedy per successivamente deragliare tramite i colpi di scena, violenza e sangue.
I colori fiabeschi quali il rosa, gli azzurri molto tenui e i gialli richiamano un immaginario anni '50-'60 così come gli abiti di Iris, periodo storico, non a caso, dove le donne aveva molti meno diritti rispetto ad oggi.
Gli outfit colorati rappresentano le fantasie di Josh che infatti vuole, ed ha, il controllo su Iris e per esteso sul partner femminile e perciò sceglie di comprare una sex-bot.
Josh è infatti l'effettivo villain del film, non è un mostro nel senso letterale del termine, non ha superpoteri o forze occulte, è un ragazzo che tramite le nuove tecnologie esercita e persegue potere e controllo, cercando di soddisfare gli istinti e le ambizioni più sfrenate.

E' interessante notare come con smartphone, intelligenza artificiale e tutte le nuove tecnologie i personaggi regrediscono ad uno stato quasi primitivo invece di progredire, infatti sono le smanie di potere e l'avidità a muovere il tutto.
Il controllo esercitato non solo da Josh ma anche da Eli sul rispettivo partner, Patrick anche questo un sex-bot, e anche Sergey su Kat evidenzia uno stato di relazioni tossiche.
Allo stesso tempo è la voglia di prendere i milioni di Sergey a muovere i fili della storia, quindi la voglia di potere e l'avidità dove all'iniziale piano di Josh e Kat che tramite Iris, “hackerandola”, uccidono Sergey, anche Eli si fa complice ingolosito dall'enorme bottino.

I personaggi del film sono interessanti, la relazione tra Iris e Josh, il vedere quest'ultimo sempre più come effettivo villain preso dalle smanie di controllo e potere, ma anche Eli ad esempio nel suo rapporto di coppia gay con Patrick agisce, praticamente, come Josh quindi esercita il suo controllo sul sex-bot che per come programmato non può mai mentire e disobbedire.
Kat si mostra come accondiscendente verso Sergey, lo asseconda totalmente, si fa scegliere i vestiti, come truccarsi quindi anche se è lei sì una ragazza, dunque non un robot, è come fosse una bambola per Sergey. Però tutto ciò si scoprirà essere una “farsa”, perché Kat vuole entrare nelle grazie di Sergey per fargli abbassare la guardia in vista del piano che a con Josh, cioè di uccidere il magnate russo per intascarsi i contanti che tiene in cassaforte.
E' evidente come ci sia senza dubbio una critica alla mascolinità tossica, Companion nell'inscenarla non risulta ridondante e anzi compie una stroncatura a tutto tondo verso tutti, non si fa sconti a nessuno ne in base al sesso ne alle tendenze sessuali, tutti i rapporti possono risultare tossici che siano etero o gay. Allo stesso modo anche Kat, figura femminile, che si fa complice di Josh e che elabora insieme al lui il piano di omicidio assume connotati negativi.
Lo stesso Patrick è un personaggio ben scritto dato che, a differenza di Iris, è consapevole di essere un robot, ama Eli nonostante tutto e nel film, dato che questo è incentrato maggiormente su Iris e Josh, non viene mostrato nel profondo se la coppia gay sia così disfunzionale come quella dei protagonisti, ma il fatto che Eli comunque accetta di essere complice di Josh e di voler uccidere, disattivare Iris da anche a lui elementi di negatività.

Oltre alla critica sociale, Companion non lascia mai da parte le dinamiche di genere, l'horror e anche il divertimento.
Il primo incontro, fittizio dato che creato appositamente, tra Eli e Patrick è scandito tramite il ricordo di quest'ultimo dove in una festa è vestito da dinosauro mentre Eli da Dracula che calpesta la coda del costume di Patrick e così si rompe il ghiaccio tra i due.
Un altro momento divertente è quando Iris in fuga si vede l'auto fermarsi perché, anche questa controllata da Josh a distanza tramite smartphone, e nel mentre sopraggiunge lo sceriffo della città, Iris dato che è programmata per non poter mentire, ha comunque ucciso Sergey anche se per mezzo di Josh, cambia le proprie impostazioni e inizia a parlare in tedesco.
Uno dei momenti più divertenti del film è quando Josh deve scoprire le password di Sergey e viene a sapere, tramite Kat, che il magnate ha come codice la data di nascita di Stalin e senza wi-fi Josh deve aprire i libri di storia del dittatore russo che custodisce Sergey.
A divertire e funzionare sono anche chiaramente tutte le sequenze di omicidi e splatter dove il sangue abbonda.

Iris che torna in casa totalmente insanguinata dopo l'omicidio di Sergey, il sangue sul corpo è di quest'ultimo, è una scena impattante, i toni pastello, il vestito rossa che si macchia di sangue stabilisce la prima svolta, l'irrompere della violenza, dello splatter, così Iris che viene legata a una sedia e lo svelamento dei piani e dell'identità robotica della stessa.
Superfluo scrivere che in un film del genere i personaggi diventano carne da macello, ed anche se Iris non è una villain, uno mostro degli slasher-movier uccide per istinto di sopravvivenza e allo stesso tempo sarà sempre più Josh a diventare un vero killer a sangue freddo
Come Iris, anche Patrick sarà hackerato da Josh e inizierà a rispondere e obbedire allo stesso, quindi il robot agirà come una sorta di Terminatore implacabile alla caccia di Iris che uccide chi capita a tiro e ostacola il suo cammino.
Visto l'aggravarsi della situazione, Kat vuole scappare con la sua parte dei soldi ma Josh ordinando a Patrick di fermarla, quest'ultimo l'accoltella di spalle a sangue freddo dove la regia mostra per l'appunto il sangue.
Nel finale si arriva alla resa dei conti tra Iris e Josh, come prova di controllo e superiorità, Josh fa bruciare la mano della ragazza-robot quindi il seguente braccio incancrenito è un omaggio, citazione al capolavoro Videodrome di Cronenberg così come la scena della pistola puntata alla tempia col seguente sparo.
L'arrivo degli impiegati della ditta che fabbricano i robot fa presagire altra carneficina che puntualmente avviene.
La scena dove uno dei dipendenti trova la fossa con tutti i cadaveri è d'effetto, tra corpi insanguinati e volti spappolati la scena risulta splatter.

In Companion gli oggetti hanno molta importanza, molti di questi richiamano alla tecnologia, smartphone, auto ultra-accessoriata con dispositivi wifi, ovviamente gli stessi robot ma anche ad esempio il cavatappi elettrico che sarà poi l'arma decisiva con la quale Iris ucciderà Josh.
La tempia perforata rimanda al precedente colpo di pistola e segna certo l'uccisione ma anche il tilt mentale dato che il proiettile di pistola precedente su Iris può raffigurare una lobotomia.

La scena di Iris che sotto la doccia si toglie la pelle sintetica dal braccio ormai incenerito mostra il braccio nella sua forma robotica-scheletrica a citare Terminator, qui Iris, nel finale, è libera di mostrare la sua essenza e l'uccisione di Josh porta a termine la sua indipendenza ed emancipazione.

Ottima la prova attoriale di Sophie Tatcher, Iris, che ormai sta sempre più diventando uno dei nuovi volti tra le attrici horror dato che ha recitato anche in The Boogeyman, Maxxxine e in Heretic.

Alla suo opera prima Drew Hancock dimostra di saper dirigere un horror divertente che parla della società attuale con dinamiche splatter ben inserite e una bella cura per la messa in scena dove i toni pastello cedono mano a mano il passo all'inquietudine per poi sfoggiare le scene di violenza e morte con il sangue che scorre dimostrando anche eccletticità come quando tramite piano-sequenza il gruppo dei protagonisti ballano all'interno della casa di Sergey e tramite montaggio alternato viene inquadrata la notte, la casa isolata nel bosco che trasmette inquietudine e segna come sta per arrivare una svolta.

Buon esordio per un buon film.

  • VOTO: 7
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